Empoli, 12 agosto 2017 - L'altalena non c’è più, strappata da chissà chi. Il castello di legno, come la casetta e lo scivolo, è stato usato a mo’ di lavagna da writer in cerca di visibilità. Il Parco della Rimembranza in viale Buozzi a Empoli già così, a prima vista, si presenta terra di nessuno. E’ un peccato, e grosso: quel lungo corridoio di verde, che corre lungo i binari della ferrovia, merita un destino migliore. Ha le carte in regola per essere oasi di pace, relax e divertimento. Altro rispetto al suo attuale quotidiano, fatto di panchine affollate. Notte e giorno.

Di giorno, sono casa-base per lo spaccio: a ogni pusher il suo ‘ufficio’. Di notte diventano alcova per chi di lavoro offre sesso a pagamento. E’ un rituale che va avanti estate e inverno, un ciclo continuo che fa male alla città e che esaspera i residenti. Perché lascia segni evidenti: basta camminare per rendersene conto. Oltre la siepe, dietro le panchine e prima dei binari, c’è di tutto: bottiglie di birra a non finire, carte e cartacce, vaschette di plastica avanzo di pranzi o cene all’aria aperta. C’è pure un forno elettrico. Dove? Più o meno a metà del viale pedonale, tutto alberi, ghiaino e sedute protette dal sole.

Lì la rete di protezione dei binari è piegata: quella è la via di fuga delle prostitute quando arrivano le forze dell’ordine a ‘guastare’ la festa. Lo raccontano anche decine di profilattici, di un colore rosso acceso, gettati a terra insieme agli involucri che li contenevano prima dell’uso. Brutte storie, brutte immagini. Degrado, insomma, sul quale bisognerebbe intervenire. Come? Guanti, sacchi neri e qualche ora di lavoro, per cominciare.

S.P.