Empoli, 20 marzo 2017 - Ne sono rimaste quaranta in tutto il comune di Empoli, capoluogo e frazioni comprese. Praticamente una per ogni 1.215 abitanti. Stiamo parlando delle care, vecchie buche delle lettere. Quelle scatole di metallo rosse, leggermente bombate, spesso soffocate da graffiti, aggrappate ai muri delle nostre città, con la dicitura «posta». All’epoca del web, delle mail e di whatsapp sono rimasti pochi quelli che continuano a «imbucare».Ma del resto, nonostante si vada verso la smaterializzazione dei processi burocratici, il cartaceo continua ancora a dare più certezze. E allora, quando capita di dover spedire la copia «originale» di un documento, si ricorre alla busta con l’affrancatura. La posta, negli anni, è diventata ‘prioritaria’, ‘celere’, ma non diretta. E quindi, lettera o cartolina che sia ciò che vogliamo mandare a un ufficio o a un amico, sempre da quello strano contenitore deve passare prima di arrivare a destinazione.

Oggi, però, trovarne uno al primo colpo è come fare 13 alla ‘schedina’. O forse no, perché anche il vecchio totocalcio è già stato mandato in soffitta da un pezzo. Ad ogni modo, resta il fatto che imbucare una lettera – volendo evitare di passare da un ufficio postale, dove tocca comunque prendere il numero e mettersi in fila – è diventata un’operazione difficile. Provare per credere. Basta fare un giro nel centro di Empoli dove di buche delle lettere non vi è ormai più traccia. La prima che balza agli occhi è all’ingresso della stazione ferroviaria. Il box rosso porta i segni del tempo e anche di qualche ‘artista urbano’. Ha una sola fessura. Quindi si tratta di un ‘modello moderno’, perché precedentemente le cassette di impostazione avevano due feritoie: una per la città e un’altra per la posta destinata per fuori. Chissà quante buste alla settimana riceverà? Ma anche fosse soltanto una, il servizio (al momento) non verrà toccato.

A garantire il numero minimo di «punti di accesso alla rete postale» (uffici postali e cassette delle lettere) è il decreto ministeriale del 7 ottobre 2008 («decreto Scajola») integrato con delibera Agcom del 2014. In tutto il Circondario Empolese Valdelsa di ‘buche’ ne sono rimaste 155, disseminate negli undici comuni e rispettive frazioni. Si trovano prevalentemente vicino alle stazioni e lungo le strade di maggior flusso pedonale.

Quelle dismesse non vengono rottamate, ma riverniciate e risistemate pronte per sostituire le più compromesse in un ciclo di ricambio continuo. La cassetta delle lettere resta forse uno degli ultimi baluardi del nostro passato. Che anche se la storia finirà per mandarla in pensione continua a resistere, aggrappata ai muri delle nostre città.