Empoli, 16 febbraio 2017 - Sembrano una coppia di persone perbene, ma invece sono pronti a raggirare i commercianti della zona. Ben vestiti, origini apparentemente indiane, spiccato accento francese, entrano nei negozi paventando voglia di fare shopping, salvo poi presentarsi alla cassa con banconote false. Da cento euro. L’ultimo episodio è accaduto ieri mattina a due passi dal centro storico di Empoli. Nel mirino un centro estetico. I due, all’apparenza marito e moglie, si sono presentati chiedendo di poter acquistare una crema per un trattamento. Niente di strano per l’estetista che ha preso il prodotto e si è diretta alla cassa. L’intoppo si è concretizzato lì: l’uomo avrebbe tirato fuori un rotolo di banconote da cento euro, un gruzzolo notevole. Ne ha estratta una e l’ha consegnata alla titolare dell’attività, aspettando un resto che non è mai arrivato.

La donna non si è fatta ingannare: la banconota, a quanto pare, era evidentemente contraffatta. Anche al tatto appariva differente dall’originale. A confermare la sensazione dell’estetista ci ha pensato
poi la macchina ‘verifica banconote’. Smascherata, la coppia si è allontanata svelta facendo perdere le sue tracce. E non sarebbe la prima volta. A detta di alcuni commercianti del centro, i due si sarebbero aggirati tra vetrine e banconi anche nei giorni scorsi: il rischio contanti contraffatti, quindi, non si è risolto con gli arresti eseguiti dai carabinieri sabato 4 febbraio. In manette quattro persone, tre uomini e una giovane donna, di età compresa tra 23 e 44 anni, residenti nel Napoletano e in Versilia: a processo per direttissima, alla convalida dell’arresto, è seguito il patteggiamento a un anno e sei mesi, con pena sospesa e nessuna misura. La banda venne fermata a Sovigliana e trovata in possesso di 23 banconote da 50 euro.

Un taglio differente rispetto a quello ‘speso’ ieri e in altre occasioni a Empoli. Segno che in città di ‘spacciatori’ di soldi falsi ce ne sono ben più di uno. Dunque, «fate molta attenzione e segnalate alle forze dell’ordine», come ha consigliato un commerciante via social, ai colleghi a rischio fregatura.