Empoli, 6 febbraio 2018 - Una ventina di progetti a caccia di mecenati, che dalle nostre parti, però, sembrano davvero scarseggiare. A quattro anni dalla sua introduzione, l’Art Bonus nell’Empolese Valdelsa è stato un mezzo flop. Il nuovo modo per mettere insieme risorse pubbliche con offerte di privati per sostenere progetti culturali e dello spettacolo ha raccolto pochi spiccioli rispetto alla cifra che gli enti proprietari, per lo più Comuni, avevano previsto di incassare.

Tra cappelle e tabernacoli da restaurare, palazzi storici e antiche mura da riqualificare, musei e biblioteche da sostenere, la cifra complessiva da raccogliere ammontava al momento del lancio dell’Art Bonus a circa 1,4 milioni di euro. Finora i crowdfunding (ancora aperti) hanno racimolato poco meno di 200mila euro. I dati sono disponibili sul sito dell’Art Bonus dove vengono registrare tutte le donazioni di privati, enti e società, ai quali, a fronte del loro ‘impegno’, vengono garantiti importanti benefici fiscali: si può infatti portare in detrazione il 65 per cento dell’importo erogato. Va detto anche che alcuni progetti presentati dai Comuni più recentemente non sono stati ancora riportati sul portale web dell’Art Bonus (www.artbonus.gov.it).

Colpa degli enti che non li hanno comunicati al gestore o della lentezza nell’aggiornamento del sito? Empoli, per esempio, lo scorso mese di luglio ha aderito all’Art Bonus per il restauro della fontana di piazza Farinata degli Uberti. Ma sul sito ministeriale non vi è traccia. Per ridare vita alle Naiadi e ai Leoni di marmo servono circa 100mila euro. In occasione del lancio dell’iniziativa, il sindaco Brenda Barnini annunciava di aver raggiunto quasi un terzo del finanziamento necessario grazie alla Fondazione Cassa di Risparmio di San Miniato. Per il resto, però, sarebbe servito uno sforzo da parte degli empolesi. Molte iniziative presentate dalle amministrazioni sono state parzialmente finanziate dai mecenati, altri soldi potrebbero essere stati versati e non ancora riportati sul sito, ma ci sono anche diversi progetti che, al momento, non hanno ricevuto neppure un euro. A Montespertoli, sei progetti attivati e nessun contributo incassato. Per altro, si parla di obiettivi ‘modesti’, come ad esempio i 2.000 euro da destinare alla biblioteca per la promozione della lettura o i 3.000 euro per sostenere il museo «Amedeo Bassi».

Casse vuote, al momento, anche per i crowdfunding attivati dai comuni di Cerreto Guidi e Certaldo: non si registrano offerte né per il museo della caccia nella Villa Medicea né per il recupero del Tabernacolo dei giustiziati, ai piedi della collina del borgo medievale certaldese. Montelupo Fiorentino, che ha messo nella lista delle opere da recuperare tre cappelle – quella di Villa Mannelli a Fibbiana, la cappella di San Michele a Luciano e le cappelle dell’Orto dei Padri Alcantarini all’Ambrogiana – ha incassato, per adesso, appena 2.400 euro, mille dei quali da singoli cittadini. Nessun mecenate si è ancora fatto avanti per il restauro del palazzo comunale di Castelfiorentino o per il tabernacolo di Madonna della Tosse affrescato da Benozzo Gozzoli.