Empoli, 14 gennaio 2013 - UNA PASSIONE smisurata, quasi un amore, per Sherlock Holmes che ne ha fatto il terzo collezionista al mondo e il primo in Italia. La sua casa è una vero e proprio museo dedicato al popolare detective creato di Sir Arthur Conan Doyle. Nelle sue stanze si trovano oltre 42mila pezzi, scaffali interi di libri di ogni nazione, pellicole e diapositive, teiere, spille da giacca, giochi, statuine, pipe e cappelli.
Stiamo parlando di Gabriele Mazzoni, medico, dirigente del servizio del dipartimento di Salute pubblica della Asl di Empoli.


«Il primato mondiale di oggetti legati a Sherlock Holmes — racconta Mazzoni - spetta all’Università del Minnesota che ha fruito di numerose donazioni di collezionisti americani. Al secondo posto, con ben 53mila pezzi, c’è la collezione di Richard Lancelyn Green che si trova a Portsmouth ed apparteneva a un collezionista trovato morto in strane circostanze».
 

IL COLLEZIONISTA empolese, tuttavia, possiede numerosi pezzi unici come la prima edizione del «Mastino del Baskerville» del 1902, un film degli anni ’20 visibile solo con un un proiettore a manovella. Nonché la prima edizione del «Segno dei Quattro» e la più grossa collezione di dischi in vinile dedicata al celebre detective.

Ci sono poi pezzi autografati come le foto di Conan Doyle o il libro «Le memorie di Sherlock Holmes» che, con firma e dedica, vale circa 3000 euro. Oltre ai classici oggetti da collezione, si trovano poi pezzi curiosi come la pistola del 1873 intestata a Sherlock Holmes e le siringhe utilizzate a fine ottocento per la somministrazione di droga di cui l’autore, come tanti del resto in quegli anni, faceva uso in modo legale.

 

In bella mostra sulla vetrina troneggiano pipe di ogni forma. «Non tutti sanno — spiega in proposito Mazzoni — che la pipa dell’immaginario collettivo è frutto di una scelta teatrale e che in realtà la pipa utilizzata da Holmes è leggera e di forma allungata».


Tra le pipe troviamo anche una pipa della Adler dedicata a Sherlock Holmes e donata nel 1987 a Mike Buongiorno. Per pezzi come questi Mazzoni si affida agli antiquari, ma spesso si trova a fare acquisti in America, sul web o tra le bancarelle.

 

«Grazie alla rete — spiega — posso velocizzare le mie ricerche, anche se a volte occorrono anni per trovare pezzi unici». Una passione nata tanti anni fa e trasformatasi in collezionismo: «Da ragazzo — spiega Mazzoni — rimasi colpito dal personaggio di Sherlock Holmes e dal suo metodo di analisi scientifico. Da medico della prevenzione — confessa — mi sono trovato molte volte a ragionare come lui, osservando gli effetti per risalire poi alle cause».
 

LA PASSIONE per il detective di Baker street non è comunque fine a se stessa, come si può pensare, ma ha portato Mazzoni a viaggiare molto e conoscere persone, grazie anche all’associazione «Uno studio in Holmes» di cui fa parte. «Organizziamo — confessa — spesso incontri e ci divertiamo ad immaginare situazioni e ricostruire vicende cartacee come se Sherlock Holmes fosse realmente esistito».


Il medico empolese ha organizzato anche alcuni meeting ad Urbino, Roma, Milano e Firenze per condividere con gli altri il suo ricco patrimonio, che, come conclude, spera presto di mostrare ad Empoli e nelle zone limitrofe con una mostra tutta dedicata al famoso detective.