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'Imprese fantasma', sequestrati 90mila euro dai conti correnti di un'imprenditrice

Operazione della Guardia di Finanza

Gli accertamenti dei finanzieri di Empoli hanno consentito l'individuazione di alcuni conti correnti bancari intestati a connazionali, prestanomi della donna, su cui erano state occultate somme di denaro frutto dell'attivita' illecita

Guardia di finanza (Foto Cristini)
Guardia di finanza (Foto Cristini)

Firenze, 6 febbraio 2012 - Le Fiamme Gialle di Empoli hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo, per 90mila euro giacenti su un conto corrente intestato a un imprenditrice cinese. Il provvedimento e' stato emesso dal gip, Angelo Antonio Pezzuti su richiesta del pm, Giulio Monferini della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Firenze Il sequestro ha consentito di dare parziale esecuzione ad un provvedimento cautelare che mira a congelare beni fino a concorrenza di 500mila euro, somma pari alle maggiori imposte evase ed individuate dalle fiamme gialle a seguito di una articolata indagine che nello scorso settembre aveva portato all'arresto della donna cinese.

 Gli accertamenti dei finanzieri di Empoli hanno consentito l'individuazione di alcuni conti correnti bancari intestati a connazionali, prestanomi della donna, su cui erano state occultate somme di denaro frutto dell'attivita' illecita. L'autorita' giudiziaria fiorentina, informata delle disponibilita' finanziarie, ha disposto il sequestro dei saldi di tali rapporti bancari. L'evasione contestata all'imprenditrice si e' inserita nel filone delle indagini da tempo in corso per accertare l'operativita' delle 'imprese fantasma' cinesi che, dopo aver operato per un breve periodo, scompaiono nel nulla non versando al fisco rilevanti somme per imposte dovute. Nello specifico, la donna, che figurava come dipendente in due ditte, operanti nel settore del confezionamento di capi d'abbigliamento per note griffe della moda italiana, era l'amministratrice di fatto delle citate ditte.

Attraverso intestazioni fittizie e all'occultamento delle scritture contabili, la donna mirava a rendere inefficace i controlli da parte degli uffici preposti nonche' a vanificare ogni procedura di riscossione coattiva per le imposte non versate. Un intervento ispettivo presso una societa' gestita dalla donna (in Vinci) aveva peraltro portato all'individuazione di 17 lavoratori completamente 'in nero' (di cui 5 clandestini) nonche' alla constatazione di numerose irregolarita' nell'ambito della normativa sulla tutela dei rapporto di lavoro in merito al personale impiegato in nero, normativa sulla sicurezza e sull'igiene dei luoghi di lavoro.

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