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"Disposti a pagare di più ma per avere un servizio migliore"

In stazione a tu per tu con chi prende ogni giorno il treno regionale

"Inconcepibile l’aumento su un servizio primario, come il treno locale! Se fosse accompagnato da un miglioramento della qualità del servizio pagheremmo più volentieri" ha detto una delle tante pendolari quotidiane

Da sinistra Michela, Laura, Enrica e Donatella, che si servono spesso del treno da Empoli
Da sinistra Michela, Laura, Enrica e Donatella, che si servono spesso del treno da Empoli

Empoli, 1 febbraio 2012 - Si definiscono scherzosamente «pendolari distrutti»; provati dai frequenti ritardi, infastiditi dalla scarsa pulizia nei vagoni e da oggi, come se non bastasse obbligati a pagare di più. Quella applicata sui treni regionali è un’altra delle stangate destinate a pesare sulle tasche delle famiglie. Per ora gli abbonati sono salvi, ma la gioia sarà breve: gli aumenti scatteranno dal primo di luglio. Per il momento, i rincari riguardano i biglietti chilometrici e sono del 21%. Un rincaro motivato dai tagli del governo ai fondi destinati al trasporto pubblico locale. Come dire che se non si vuole tagliare il servizio, bisogna pagarlo di più. Quando invece una politica di incentivazione al trasporto pubblico con prezzi vantaggiosi, porterebbe certamente più passeggeri cui convogli (e conseguentemente toglierebbe un pò di auto dalle strade intasate); e insieme ad una politica più costante e capillare di controlli anti - ‘portoghes’ porterebbe a maggiori introiti da parte di Trenitalia.
 

 

Invece, ecco i rincari. Che procurano un disagio non indifferente, soprattutto per chi si muove per pochi giorni al mese e che, di conseguenza, non sfrutta l’abbonamento ma i biglietti di andata e ritorno. I pendolari a Empoli sono tanti. E’ la quarta stazione della Toscana per traffico, con ben 11mila passeggeri di media al giorno: chi viaggia per andare a lavoro, chi si sposta per studiare, tutti penalizzati, senza alcuna eccezione. E le reazioni davanti alla notizia dell’aumento sulla tariffa dei biglietti, le lasciamo immagnare.
 

 

Tra le centinaia di persone che aspettano ogni giorno lo stesso treno, ci sono Michela, Laura, Enrica e Donatella. Giovani lavoratrici come tante altre che da Certaldo si spostano verso Firenze quotidianamente. E che, appresa la notizia del rincaro si sfogano. «Inconcepibile l’aumento su un servizio primario, come il treno locale! Se fosse accompagnato da un miglioramento della qualità del servizio pagheremmo più volentieri. Ma tutto resta uguale, con la differenza che si è costretti a pagare di più. E tra l’altro la linea che prendiamo tutti i giorni, quella di Siena, è tra le peggiori per la quantità di corse soppresse. Non siamo d’accordo con questo provvedimento».
 

 

Per raggiungere Firenze c’è chi pensa seriamente ad altre alternative. Rinunciare al treno si può e per alcuni, visto l’aumento del parcheggio auto in stazione e del biglietto, potrebbe anche diventare conveniente. I più fortunati per adesso sono i pendolari che hanno già acquistato l’abbonamento annuale e che quindi non subirà l’aumento di luglio. Ma tutti gli altri? Non sarebbe più giusto incentivare il trasporto pubblico? Non si dovrebbe invogliare chi si sposta, a farlo usando il treno, anzichè fare il contrario? In linea generale tra la gente non è tanto l’aumento a dare fastidio e a creare disagio. Ma l’aumento applicato a treni che, a dire di molti, non garantiscono in primis la puntualità, e poi la pulizia.
 

 

Il provvedimento è già stato adottato dalle altre Regioni; chi lo ha fatto in più tranche, chi in un’unica soluzione. Il destino comune è comunque quello di frugarsi bene in tasca prima di salire sul treno, ovunque esso porti esclusi Frecciarossa e Frecciargento. Che per ora non hanno subito rincari ma che hanno già tariffe di tutto rispetto. E che, comunque garantiscono un servizio generalmente puntuale e soprattutto veloce.

Ylenia Cecchetti

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