Gli operatori sono soddisfatti - E tu, sei d'accordo con le aperture domenicali? Commenta la notizia
Empoli, 27 gennaio 2012 - C'è chi ha provato così per fare un esperimento, chi invece non aspettava altro che questo momento, quello di una deregulation, trovando troppo basso il numero di domeniche di apertura vigente fino al 31 dicembre 2011. Il numero di negozi aperti è salito di domenica in domenica: l’ultima erano in 18 con la saracinesca tirata sù e le luci accese. I pareri di chi ha fatto questa scelta sono entusiastici: «La domenica è l’unico giorno in cui le famiglie si riuniscono — afferma Marco Guerra di Robe di Kappa — Quindi, non vedo perchè dovrei stare chiuso quando le persone sono nel “Giro”. I riscontri, in termini di vendite, sono stati più che positivi. I saldi, forse, ci hanno aiutato, ma, di sicuro, continueremo».
Dello stesso parere Roberto Rogai di Pennyblack: «Ho cercato di offrire un servizio in più tenendo aperto. Con le commesse ci stiamo organizzando per poter continuare. La prima domenica non dovevo aprire: sono arrivato in negozio per un imprevisto ed ho acceso le luci. Ho visto che le persone si avvvicinavano alla vetrina e volevano entrare. Quindi, ho deciso di rimanere aperto e ho visto che il gioco vale davvero la candela». Anche la Geox di Piazza della Vittoria ha seguito questa strada: «I riscontri sono stati più che positivi. In negozio c’era davvero tanta gente» — afferma la commessa Laura Giaimo.
In molti comunque, rimangono contrari alle aperture senza regolamenti. Mancanza di personale per tenere sù la saracinesca e bisogno di stare con la famiglia in un giorno festivo sono i principali motivi di questa presa di posizione. «Così si metteranno in ginocchio i negozi a conduzione familiare a chiudere» — è l’allarme che la Confesercenti Empolese-Valdelsa lancia da tempo. «Sono contrarissimo a queste liberalizzazioni — spiega Gianni Guidi di Liu Jo — Secondo me aprire tutte le domeniche rappresenta un costo non sostenibile».
C’è anche chi non vede altre vie a quella dell’aumento delle aperture ma vorrebbe modalità diverse: «La strada è senza dubbio quella — afferma David Bindi di Max Mara — Ci vorrebbe però più organizzazione e più coesione. Le associazioni di categoria dovrebbero fare un censimento tra i negozianti e cercare di capire quanto afflusso ci potrà essere. Aumentiamo le domeniche di apertura, ma facciamolo tutti assieme». «Abbiamo deciso di rispettare il patto tra gentiluomini proposto dalla Confesercenti e non abbiamo aperto nelle ultime domeniche — affermano Mauro, Valentina e Roberta del negozio Swarovski di via Ridolfi — lo faremo solo in caso di eventi organizzati nel centro storico».