Il Volo del ciuco
che unisce tutta la città
Riuscita manifestazione in piazza del Leoni, premio per l’impegno di tantissimi volontari
Empoli, 6 giugno 2010 - Per preparare circa 6,5 secondi di volo del ciuco è necessario un anno: forse è questo il pensiero più spontaneo che è venuto in mente ai componenti la Compagnia di Sant’Andrea e a tutti coloro che si sono adoperati per rinnovare la tradizione empolese. Dietro il culmine della manifestazione infatti c’è una lunga lista di persone, singoli soggetti privati (i tanti volontari), enti pubblici (il Comune), aziende (la Banca di Cambiano) e Associazioni (Avis, Aido, Centro di Coordinamento Empoli Clubs, Associazione Archeologica Medio Valdarno, i commercianti, la Pro Loco di Vinci) che in vario modo si sono dati da fare durante l’anno.
Basti pensare alle tante riunioni fatte presso la sede di Serravalle, a chi ha fatto viaggi qua e là per cercare le stoffe e le scarpe adatte, alle donne che hanno trasformato le proprie case in vere e proprie sartorie, a chi ha contattato i gruppi che hanno sfilato e a tutti coloro che hanno fatto qualcosa. Una frase significativa per queste persone l’ha detta il vicesindaco Pasquinucci alla cena medievale: «Dobbiamo esservi pienamente grati per quello che fate come cittadini ancor prima che come amministratori comunali».
IL GRAN GIORNO. Fin dalla mattina di ieri ferveva il lavoro in piazza dei Leoni, caratterizzato sopratutto dall’issare il ciuco sul campanile e dal prepare i transennamenti per mettere in sicurezza il luogo, sotto gli occhi attenti ma allo stessi tempo discreti delle forze dell’ordine, mentre il palazzo delle esposizioni si riempiva di figuranti e musici intenti a cambiarsi d’abito per tornare oltre 500 anni indietro. Intanto, i bravi componenti del gruppo «Gonfalone del bufalo» mettevano in scena il loro accampamento medievale, curato fin nei minimi particolari, cibo compreso.
Dopo il corteo, preceduto dai tamburini di Cutigliano e all’interno del quale hanno sfilato i castelli di Empoli, Montrappoli e Pontorme. In piazza dei Leoni, dopo la rievocazione di un combattimento da parte del Gonfalone del Bufale, interessante lo spettacolo del gruppo teatrale «Angainor», consitito in una libera reinterpretazione del poemetto giocoso di Ippolito Neri «La presa di Saminiato». A seguire i bravi sbandieratori di Torrita di Siena si sono esibiti in una serie di evoluzioni che avevano già anticipato durante il lungo corteo che si è snodato per tutto il centro.
IL VOLO. Poco più di sei secondi dicevamo per far volare «Empolino». Il nome è stato scelto grazie a una sorta di referendum fra i bambini delle scuole elementari empolesi (l’idea è delle quinte elementari della «Carducci»), giusto per non urtare la sensibilità di nessuno. Insomma, anche quest’anno il volo è stato un successo: la riproposizione storica cresce in qualità e quantità ed è stato nuovamente bello vedere come tanti abbiano collaborato per la buona riuscita dell’evento, ad iniziare dai gruppi ultras dell’Empoli (Rangers e Desperados), che hanno così mostrato cosa voglia dire la scritta «Ultras per la città» sul muro di via Ricasoli dell’ex vetreria. La speranza è che questo gruppo di empolesi, di volontari, continui a crescere in numero e convinzione; la porta della Compagnia è aperta a tutti: a buon intenditor...
di FRANCESCO DE CESARIS


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