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L’Haiti del dopo terremoto risorgerà grazie alle mappe made in Castelfiorentino

L’iniziativa della Geologyx di Simone Gadenz e Maurizio Latini. Aggiornamenti on line in tempo reale grazie alle segnalazioni dei volontari

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La mappa di Haiti
La mappa di Haiti

Empoli, 9 febbraio 2010 - La carovana umanitaria al lavoro tra le macerie di Haiti, l’isola caraibica colpita lo scorso 12 gennaio da un terremoto di magnitudo 7, si sta muovendo e sta operando anche grazie ad una società di Castelfiorentino, la Geologyx srl di Simone Gadenz e Maurizio Latini. I due amici e colleghi – ideatori di “Mapparecastello”, il progetto di cartografia partecipata del Comune di Castelfiorentino – sono impegnati, insieme ad altre circa 500 persone distribuite in tutto il mondo, nella realizzazione di una grande opera: la mappatura di Haiti.

“Questa isola – spiega Simone Gadenz – non aveva una copertura cartografica aggiornata ed adeguata in grado di rispondere alle esigenze della carovana dei soccorsi e degli aiuti. Noi, insieme ad altre centinaia di volontari sparsi in tutto il mondo, riuniti sotto il nome Humanitarian OpenStreetMap team, stiamo provvedendo a realizzare sia una mappa di base di Haiti che una mappatura del danno e delle infrastrutture critiche per i soccorsi”. In che modo? Grazie alle immagini da satellite acquisite successivamente all’evento sismico e con le migliaia di informazioni (post, mail, sms, tweet) che hanno inondato la rete nei giorni successivi al terremoto, il team di mappatori ha potuto indicare (i dati sono in costante aggiornamento) accampamenti di sfollati, edifici crollati, ospedali, reti stradali e molte altre informazioni, offrendo soluzioni pratiche per le associazioni umanitarie che devono muoversi sul posto. Sul sito www.openstreetmap.org si possono scaricare mappe generare, e tuttora in fase di realizzazione, messe a disposizione di tutti gli interessati.

“OpenStreetMap è diventata uno dei punti di riferimento principali per il reperimento dei dati cartografici e geografici durante la crisi – sottolinea Gadenz – Nei due giorni successivi al terremoto avevamo già mappato la capitale Port Au Pince e nei successivi 15 giorni tutta l’isola aveva la sua copertura cartografica”. L’iniziativa ha avuto un tale successo che è stata oggetto di discussione nel recente “Congresso Geographic Information for Disaster Management” a Torino. Il lavoro del team mondiale di mappatori, comunque, prosegue: da Haiti stanno arrivando i feedback di coloro che stanno operando sul posto e che permettono di incrementare, approfondire e anche correggere le informazioni cartografiche della tragedia sull’isola caraibica.

IRENE PUCCIONI

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