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I funerali di Matteo
"Ora sei il nostro angelo"

Una folla immensa ai funerali del centauro diciassettenne. Cartelloni e palloncini colorati come la sua moto

STRADE A RISCHIO. Due vittime in due giorni per incidenti stradali. Segnalate i punti più pericolosi delle nostre strade

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Funerali di Matteo Manetti (Germogli Gianni Nucci)
Funerali di Matteo Manetti (Germogli Gianni Nucci)

Empoli, 5 febbraio 2010 - «AMMIRO il coraggio dei genitori in questo momento di dolore e guardo ai tanti amici che non hanno voluto lasciare Matteo, del quale tutti potremo custodire il bene che ha lasciato. Siamo tutti colpiti da questa grave perdita». Sono alcune delle parole che il proposto di Empoli, don Guido Engels, ha usato nell’omelia dei funerali di Matteo Manetti, il 17enne di Capraia Fiorentina morto domenica scorsa in piazza Guerra in un incidente stradale mentre era in sella alla sua moto verde. La chiesa di San Bartolomeo a Sovigliana era affollata di giovani e giovanissimi, di amici, di parenti e anche di tanti genitori, che ieri pomeriggio hanno voluto dire arrivederci a Matteo.

Ad attendere il feretro, giunto dalla casa di via La Pira, un caloroso abbraccio di giovani e tanti palloncini neri e verdi, i colori della amata moto del 17enne, la sua grande pasione. E’ il momento del silenzio, l’unico modo per mostrare tutta la tristezza, il dolore e la vicinanza alla famiglia di Matteo. All’ingresso della chiesa, su un grande telo bianco, una scritta in nero e verde dei compagni dell’accademia per parrucchieri «I Santini», che Matteo stava frequentando da qualche tempo. «Oggi il cielo festeggia l’arrivo di un angelo ... una parte del cuore se ne va con te... omino ti vogliamo bene».

La bara di legno chiaro, coperta da un cuscino di rose bianche e rosse, fa ingresso nella chiesa, seguita da babbo Adonello e mamma Patrizia e da una marea di amici e amiche. Alla celebrazione hanno preso parte anche il sindaco di Capraia, Enrico Sostegni, e quello di Vinci, Dario Parrini, a testimoniare il lutto che ha profondamente colpito le comunità. La celebrazione è improntata nel segno della sobrietà, del dolore composto e del grande affetto per un giovane solare e innamorato della vita, che è stato strappato troppo presto da questa terra. La messa è concelebrata da don Engels, da don Sesto Pieroni, parroco di Sovigliana, e da don Wieslaw Pudlo, parroco di Capraia.

Dalla fede arrivano le parole di conforto della seconda Lettera ai Corinzi e del Vangelo di San Giovanni («Questa è la volontà di colui che mi ha mandato, che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato, ma lo risusciti nell’ultimo giorno»). Ci sono poi le parole degli amici, quelle che tracciano il profilo di un giovane allegro, capace di tirare sempre su tutti, dal sorriso particolare che resterà sempre nei loro cuori. «Eri un grande, eri un forte, ho un pezzo del tuo motore nel mio portafoglio — ha letto dal pulpito un giovane — La tua morte ci ha colpiti come un pugnale. Porteremo il tuo sorriso nel nostro cuore, proteggici e non fare mancare niente ai tuoi genitori». «Sei sempre stato il numero uno, la nostra classe non sarà più la stessa, ci mancherai», ha aggiunto una compagna di classe.

Un lungo applauso ha chiuso la lettura dei pensieri per Matteo. Il feretro, poi, ha lasciato la chiesa parrocchiale fra due ale di folla e gli amici hanno voluto accompagnare Matteo nel suo ultimo viaggio portandolo a spalle fino a cimitero di Sovigliana, dove la salma è stata tumulata. 

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