Castelfiorentino (Firenze), 8 febbraio 2018 - «Amo suonare con gente che ha un vasto spettro sonoro. Nei miei gruppi scelgo musicisti che condividono questa visione, cioè che è capace di muoversi con intensità dal dixieland alla musica elettronica, passando per il bebop». L’ Enrico Rava New Quartet è protagonista del concerto organizzato da Music Pool e Empoli Jazz al Teatro del Popolo di Castelfiorentino sabato 10 febbraio 2018 alle 21.

Con Gabriele Evangelista al contrabbasso, Francesco Diodati alla chitarra ed Enrico Morello alla batteria, Rava esprime un jazz moderno, lirico, coinvolgente. Non a caso il New 4et ha vinto il referendum Top Jazz 2015 di Musica Jazz come formazione dell'anno. Una bella soddisfazione per una formazione giovane guidata da un eterno giovane, che a 79 anni è ancora il jazzista italiano più noto a livello internazionale.

Rava non è solo un fantastico trombettista e compositore, ma un intelligente band leader che ha intuito che inserire periodicamente nuovi talenti nei suoi ensemble, dona al gruppo l’estro e la freschezza della contemporaneità. Esaltando un modo di vivere la musica che, pur sposando la tradizione, la trasforma elaborandola in maniera originale.

Non ha dubbi Enrico Rava quando parla del suo New Quartet: «Io i musicisti non li scelgo per lo strumento che suonano: li scelgo per la loro testa». Fondamentali in questo caso i seminari di Siena Jazz, dove quattro anni fa il trombettista triestino, classe 1939, ha avuto modo di conoscere e apprezzare le qualità di un chitarrista dal linguaggio personale e dall'originale approccio alla melodia come Francesco Diodati e di un batterista raffinato e con una spiccata sensibilità nella scelta delle dinamiche, come Enrico Morello. Con Gabriele Evangelista, invece, la collaborazione artistica inizia già nel 2010, quando il contrabbassista entrò a far parte del quintetto Tribe con cui Rava ha effettuato numerosi concerti. «La verità è che loro tre insieme funzionano molto bene – afferma Rava – e alla base di tutto c’è non solo una profonda fiducia, ma anche la capacità di ascoltarsi reciprocamente. Due elementi che sono alla base del buon funzionamento di un gruppo».