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BUONA DOMENICA

LA SCUOLA AI TEMPI DELLA CRISI

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2009-09-13
MAI COME quest’anno l’anno scolastico si apre all’insegna dell’incertezza e della preoccupazione. I primi effetti dei «tagli» operati dal ministro Gelmini e di quelli «indiretti» sulle casse comunali, hanno portato alla riduzione di molti posti di insegnamento ed al drastico ridimensionamento di figure di sostegno o di assistenza. La sopravvivenza di servizi collaterali (pensiamo a mense, trasporti ecc.) dipenderà sempre più dalla capacità di spesa dalle famiglie. E il massiccio ingresso di un numero sempre maggiore di studenti stranieri contribuisce alla composizione di un quadro molto complicato.
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DOMANI suona la campanella. Questa è l’unica certezza. L’atteggiamento difronte a questa situazione può essere duplice: la supina lamentevole protesta difronte a certe carenze; il coraggio di rimboccarsi le maniche e andare avanti puntando all’essenziale. L’auspicio è che con una sorta di sforzo collettivo (docenti, studenti, personale, famiglie) si intraprenda la seconda via: difendendo a tutti costi la qualità dell’insegnamento che è la base del nostro sistema, ma che forse è stata un po’ persa di mira nel guazzabuglio burocratico che la scuola rischiava di diventare. Io non ricordo quanti bambini erano con me in classe in prima o in quinta elementare. Ricordo però il mio buon maestro, il suo volto, la sua voce, i suoi insegnamenti. Per una volta, puntiamo all’essenziale.









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