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Botte a un giovane omosessuale a Bologna, ma lui non denuncia per paura

— BOLOGNA —
L’HANNO seguito fino al parcheggio, poi sono entrati in azione. E ora anche a Bologna, dopo Roma e Firenze, si parla di aggressione ai danni di un gay. Sulla vicenda, i...
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2009-09-13
— BOLOGNA —
L’HANNO seguito fino al parcheggio, poi sono entrati in azione. E ora anche a Bologna, dopo Roma e Firenze, si parla di aggressione ai danni di un gay. Sulla vicenda, i cui contorni sono ancora tutti da chiarire, ieri si è scatenata la bufera fra Pd e Pdl.
L’assalto è accaduto l’altra notte, verso le 4,30, all’uscita del locale ‘Chalet’ dei Giardini Margherita, dove si era appena conclusa una serata gay e lesbo. Romeo (il nome, di fantasia, è stato scelto dall’Arcigay, ndr), studente universitario, 19 anni, bolognese, è stato aggredito da quattro giovani, sui 25-30 anni, forse napoletani, che l’hanno trascinato fuori dall’auto, spintonato e gettato a terra, strappandogli la maglietta. Il ragazzo non è rimasto ferito, ha riportato qualche escoriazione e rifiutato il trasporto in ospedale. Quando la polizia è arrivata sul posto, Romeo non ha sporto denuncia perché, dicono all’Arcigay bolognese ‘Il Cassero’, «aveva paura che i suoi genitori, all’oscuro di tutto, scoprissero che è gay. E’ comunque intenzionato a sporgerla».
Il diverbio era nato all’interno dello Chalet alcune ore prima. I quattro napoletani, visibilmente ubriachi, descritti come eterosessuali dagli altri avventori, avevano litigato con un amico di Romeo. All’uscita, secondo diverbio. I quattro non volevano pagare: «Siamo senza soldi». E così uno di loro aveva dovuto lasciare la patente alla cassa. Poi erano usciti, alterati.

QUANDO Romeo è uscito, l’hanno riconosciuto come l’amico di quello con cui avevano litigato — intanto allontanatosi di nascosto — e se la sono presa con lui. L’hanno seguito al parcheggio: «Visto che non possiamo prendercela con il tuo amico, ora picchiamo te». La polizia è già sulle loro tracce. Ha ritirato la patente allo Chalet e lo sta cercando. In città, intanto, scoppia la polemica. Compatto il Pd, che condanna il grave episodio. «A nome della città di Bologna condanno fermamente la grave aggressione ed esprimo la massima solidarietà alla giovane vittima — dice il sindaco Flavio Delbono — Si è trattato di un atto vile che nulla ha a che vedere con la storia della nostra città. Bologna deve reagire». Le associazioni gay non hanno dubbi sulla matrice omofobica e lanciano l’allarme. Mentre il Pdl getta acqua sul fuoco: «Non si sa ancora — afferma il consigliere regionale Ubaldo Salomoni — se la matrice sia l’omofobia, il ragazzo non ha sporto denuncia».
Gilberto Dondi









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