Notizie Empoli
 TV   FOTO E VIDEO BLOG SERVIZI LAVORO ANNUNCI CASA
GIRATO DAL REGISTA PAOLO FRULLINI, E’ PRODOTTO DA TOSCANA FILM COMMISSION

E il Palio di Siena con tutti i suoi segreti diventa un dvd

di GIOVANNI BOGANI
— CAMPIGLIA MARITTIMA (Li) —
FORSE non te lo immagini che a Campiglia ci sia un bel festival di cinema. E invece, è così. Grazie alla passione – e a...
Dimensione testo Testo molto piccolo Testo piccolo Testo normale Testo grande Testo molto grande
2009-06-25
di GIOVANNI BOGANI
— CAMPIGLIA MARITTIMA (Li) —
FORSE non te lo immagini che a Campiglia ci sia un bel festival di cinema. E invece, è così. Grazie alla passione – e alla tenacia – del suo direttore artistico Franco Lanzilli vive, a Campiglia, da undici anni, il Festival Cineamatoriale Europeo. Raccoglie cortometraggi, spot, documentari. Anche lungometraggi.Ne sono arrivati 329, quest’anno. Domani e dopodomani, proiezione dei film selezionati, e premiazione con le Fibule d’oro. A scegliere i film migliori, come presidente di giuria, uno che con le immagini ha una confidenza speciale da quarant’anni: Vittorio Sindoni. Negli ultimi tempi, Sindoni ha diretto fiction come Butta la luna con Fiona May, o Le ragazze di San Frediano, girato in gran parte a Firenze. E a Firenze è tornato da poco per Una sera d’ottobre, film tv prodotto da Edwige Fenech, con la bella Vanessa Hessler, illuminata dall’amore e dai tramonti su Ponte Vecchio. Tra i lavori che Sindoni — con pazienza, entusiasmo, con la voglia che ogni artista ha di scoprire il nuovo — ha esaminato ci sono i “corti” di tre autori toscani. Uno è fiorentino: si chiama Massimo Alì, ha 37 anni, ha fatto anni di teatro. E’ in concorso con Sette aprile, docu-drama sul giorno del primo attacco kamikaze in Iraq. «Io — dice — Io ricostruisco i tre minuti che precedono l’attentato. Non prendo posizione da una parte o dall’altra: voglio solo raccontare quel dramma. Nonostante il cognome, è fiorentinissimo. «Il cognome viene dalla parte siciliana della mia famiglia, ma l’Islam non c’entra: in Sicilia il cognome Alì è piuttosto diffuso». La sua protagonista è una donna, «che vedendo i bombardamenti americani su Baghdad, decide, da sola, di immolarsi contro un carrarmato. Ho scelto una ragazza vista per strada, i cui tratti orientaleggianti mi hanno subito conquistato. Nella vita, fa l’architetto». Importantissima la musica. «Ho lavorato con Andrea Baggio, assistente di Zubin Mehta e musicista straordinario: è tutto un crescendo di musica e suoni. La colonna sonora è fondamentale».
Ha molto a che fare con la musica anche il livornese Piero Giantelli, autore del videoclip Jack the Ripper. Anche lui tra i finalisti. «E’ il videoclip — racconta — della nostra band, i Biokill. Abbiamo già fatto un cd, e abbiamo devoluto il ricavato a un reparto dell’ospedale di Livorno che fa terapia del dolore. E’ il reparto cure palliative: un modo diverso, dolce, di accompagnare i pazienti all’ultimo confine». Nel videoclip, ci sono attori livornesi doc come il comico di Zelig Paolo Migone. «Il nostro Jack lo Squartatore è anche un po’ comico: Migone era perfetto».

IL TERZO finalista toscano ha solo 19 anni. Si chiama Lorenzo Pelosini. Ha fatto la quinta liceo scientifico. Mentre parliamo è inquieto, «domani ho la maturità». Però, il cinema non è un gioco, né un’idea nata ieri. «Sogno di fare cinema da quando avevo quattro anni, e vidi Ritorno al futuro. Non sono un secchione, né un artista matto: mi piacciono anche gli aperitivi con gli amici». E il video l’ha girato con la sua ragazza come protagonista. Si chiama L’ultimo notturno, «è un dialogo tra una donna e uno sconosciuto. Piano piano qualcosa cambia: e alla fine si insinua uno strano sospetto che riguarda lui…».
Sabato, cerimonia di premiazione al Teatro dei Concordi. Con i giovani filmaker, saranno premiati Vittorio Sindoni per la sua carriera, e numerosi attori di fiction. Tra loro, Chiara Conti, e gli attori Niki Giustini, Sergio Forconi, Luciano Casaredi e Graziano Salvadori. Proiezione speciale della Cavalleria rusticana diretta da Franco Zeffirelli, in omaggio a Pietro Mascagni, primo compositore classico a lavorare anche nel cinema: nel 1915, musicò i quadri di Rapsodia satanica, un filmone dell’epoca con Lyda Borelli.









Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro