2009-05-16
PONTE A EGOLA (Pisa)
UNA STORIA di inizio secolo quella ritratta in questa foto, conservata gelosamente per tanti decenni e tramandata fino ai bisnipoti, alcuni dei quali, oggi, sono imprenditori conciari a Ponte a Egola. Giuseppe Del Picchia e sua moglie Clementina, allepoca si era nei primi anni Venti, in unItalia appena uscita dal primo conflitto mondiale ma non ancora nella mani del fascismo erano imprenditori edili ed abitavano a Orentano, frazione di Castelfranco di Sotto, immersa in un verde aspro e pungente.
Un paesello che, subito dopo la fine della seconda guerra mondiale, avrebbe visto dimezzare la sua popolazione: la migrazione verso Roma fu massiccia da parte di tanti giovani in cerca di fortuna facendosi forti della tradizione pasticcera orentanese. Dei sei figli di Giuseppe e Clementina che nel giardino della loro villetta leggevano La Nazione i tre maschi sono stati rinomati paladini dellarte pasticcera: due a Roma, Ilio e Lorenzo, mentre Ettore aprì una pasticceria in Emilia, a Parma. Tradizione di famiglia che non si è mai arrestata, se è vero che i figli prima ed i nipoti oggi che ancora hanno negozi nella Capitale sono tra gli animatori della grande sagra del bigné di Orentano, quando tutti gli anni alla fine dagosto i maestri tornano a casa per costruire con quintali di pan di spagna e creme il «dolcione» simbolo della festa.
Carlo Baroni