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di SARA BESSI LA GENTE a Galleno è stanca della pesante insicurezza che r...

di SARA BESSI
LA GENTE a Galleno è stanca della pesante insicurezza che regna sulle loro case e famiglie, ma ha avuto la forza di esprimere solidarietà e appoggio al loro concittadino Si...
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2008-05-28
di SARA BESSI
LA GENTE a Galleno è stanca della pesante insicurezza che regna sulle loro case e famiglie, ma ha avuto la forza di esprimere solidarietà e appoggio al loro concittadino Simone Barontini,47 anni indagato per omicidio volontario per aver ucciso a colpi di pistola un ladro di nazionalità albanese penetrato nella sua villa. «Galleno è con te» si legge su un cartello scritto a caratteri gialli e grigi, affisso con fili di ferro alla recinzione della villa di via della Bigattiera 4. Il cancello d’ingresso è chiuso: oltre alla recinzione l’ampio parco è soleggiato e solitario, come pure la piscina della bella casa vacanze immersa nel verde collinare, fra Galleno e le Vedute. Solo alcune persiane della villa dei Barontini sono aperte, ma non si vede nessuno.

IERI mattina l’imprenditore conciario è uscito solo per andare a lavoro, nella azienda di famiglia a santa Croce. «Ha provato ad andare a lavoro per cercare di tornare alla normalità, anche se non è facile», afferma l’avvocato difensore, Antonio D’Orzi di Empoli. Barontini si è chiuso nel silenzio. «E’ profondamente scosso, tanto da passare la notte senza dormire». Il 47enne indagato a piede libero si è rifugiato nel silenzio, almeno fino a quando non sarà fatta chiarezza sull’episodio grazie alle indagini, alle perizie balistiche e all’esame autoptico, disposto per stamani sul cadavere dell’albanese 31enne rimasto ucciso, dopo la colluttazione con Barontini nella camera da letto della sua abitazione. Pare, inoltre, che ieri sia stato firmato un decreto per la restituzione di un fucile a pompa e munizioni regolarmente detenuti dall’imprenditore e sequestrati la notte dell’omicidio dai carabinieri di Fucecchio ed Empoli.

AL CIRCOLO lungo la strada principale del Galleno ( dauna parte è Castelfranco e dall’altra è Fucecchio), la gente commenta il fatto. E approva. Approva la reazione del loro compaesano.
«Questo paese è a rischio sempre. In un Comune come Fucecchio non bastano le esigue forze dei carabinieri, sono pochi e il territorio è vasto e popolato — dice Augusto — Non ce la fanno a pattugliare nel modo dovuto tutta la zona, specialmente nelle ore notturne. Qui purtroppo dobbiamo convivere con la prostituzione e con tutto quello che comporta questa realtà. Giri strani. Siamo impauriti: a casa mia, mi sono dovuto attrezzare mettendo le inferriate a tutte le finestre. Alemno, la smettono di entrare spaccando tutto».
Un altro uomo entra al circolo rulando con tutto il fiato che ha l’esasperazione per una situazione giunta all’etremo: «Otto volte mi sono entrati in casa...».
E i colpi non avvengono sempre di notte: «Una quindicina di giorni fa un uomo ha puntato una pistola a un negoziante e si è fatto dare l’incasso della giornata».

SUL FRONTE delle indagini, coordinate dalla dottoressa Alessandra D’Amore, si attende l’esame autoptico sul cadavere dell’albanese, fissata per stamani all’Istituto di medicina legale di Firenze. E’ stata confermato il fatto che sono stati sparati 6 colpi dalla Magnum 357 regolarmente posseduta dall’imprenditore e che 4 abbiamo preso alle spalle il ladro. Pare che il malvivente, quando è stato visto da Barontini alle 4 di notte, avesse un cellulare in mano. Secondo gli investigatori, il «modus operandi» del furto conclusosi tragicamente ricalca altri messi a segno nella zona.









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