Un calendario con i bimbi down

Iniziativa dell'Aipd Versilia / LE FOTO MESE PER MESE

Il fotografo pisano Livio Bargagli Stoffi, con il grafico Andrea Rosellini, ha realizzato gratis una galleria di emozioni:  i servizi sul calendario sono su "La Nazione" in edicola oggi, martedì 13 settembre

Il calendario dei bimbi down
Il calendario dei bimbi down

Viareggio, 13 settembre 2011 - Sorridono con gli occhi e con l’anima. Immortalati in un bianco e nero da brividi. Sono i bimbi e ragazzi down, insieme ai loro familiari, dell’associazione Aipd versiliese. Campioni di sport per lo Special Olympic. E di vita. Protagonisti del calendario 2012, che è un’opera d’arte, prima di tutto. Ma che ha anche il sogno di fare entrare nella case di tutti un tabù, la sindrome di down (il nome deriva da John Langdon Down che ha descritto la patologia nel 1862). Un progetto nato dalla passione di una mamma, la camaiorese Lucia Gabriele, dall’intraprendenza della presidente della realtà versiliese, Angela Bertacchi, e dall’obbiettivo di Livio Bargagli Stoffi che, con il grafico Andrea Rosellini, ha realizzato gratis una galleria di emozioni. L’idea si è concretizzata nello studio del primo all’ombra della Torre pendente. «La stessa associazione si è sviluppata da quella di Pisa». Ed è ancora in cerca di una sede. «Abbiamo due locali in via Sarzanese 155 a Capezzano Pianore — racconta la presidente Aipd Angela Bertacchi — concessi dalla Misericordia e dal Comune di Camaiore che ci aiuta anche con il materiale. Ma avremmo bisogno di laboratori e spazi più ampi per le attività». Servono soldi. I genitori si ingegnano per la raccolta fondi. Dall’amore di Lucia per i suoi figli, entrambi speciali, «perché sono tutto quello che desideravo», parte il disegno...

Ogni calendario costa 5 euro. Si possono acquistare nella sede versiliese dell'Aipd (info: www.aipdversilia.org, angelabertacchi@virgilio.it, 339-2614945). Nei prossimi fine settimana, poi, quello del 16 e quello del 23, l'Aipd avrà uno stand al ‘Settembre lucchese’. Sono state stampate, per ora, 500 copie. «La metà è andata a ruba nel giro di 10 giorni», aggiunge Angela Bertacchi. «Per cui abbiamo deciso di preparare altri mille modelli, stiamo cercando le risorse». E si sta pensando anche a portare l’idea nelle scuole.

(leggi l'articolo completo e gli altri servizi su "La Nazione" in edicola martedì 13 settembre)

Antonia Casini

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