Firenze, 19 febbraio 2017 - Sono preoccupati i conducenti della tramvia. Il clima in azienda si è fatto pesante per un episodio che ha causato molti malumori. I sindacati – Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Faisa Cisal – sono già sul piede di guerra, pronti a scioperare, i dipendenti di Gest sono in stato di agitazione. Questi i fatti, secondo quanto ricostruito dai rappresentanti dei lavoratori.

Circa un mese e mezzo fa, un conducente della linea 1 della tramvia si ferma per soccorrere una donna che ha avuto un malore a bordo del tram. Dopo un po’ lei si riprende, scende dal mezzo e preferisce non chiamare l’ambulanza. I minuti scorrono, però. Il conducente riprende il servizio ma il tram è in ritardo, con conseguenze sulla frequenza dell’intera linea. Al termine della giornata l’azienda dei francesi di Ratp calcola una perdita di esercizio di 51 chilometri.

Gest a quel punto fa convocare il conducente dalla commissione per la revisione della patente di guida. La commissione, però, non trova niente di irregolare e lo manda via senza prendere provvedimenti.

I sindacati vengono a conoscenza della cosa e in trattativa fanno presente la loro contrarietà a questo atteggiamento. Gest però decide di andare avanti e sanzionare il lavoratore con un giorno di sospensione. "E’ inaccettabile. E’ vero che il regio decreto del 1931 prevede un giorno di sospensione in caso di una perdita di chilometri, ma in questo caso il conducente si è fermato per un inconveniente. Ha avvertito la centrale operativa, che comunque può verificare da sola se c’è un ritardo sul tram, e nessuno dell’azienda è intervenuto per aiutarlo", è il commento di Gianluca Mannucci, della Fit Cisl.

"In casi come questo, l’azienda è corresponsabile. Un intoppo può capitare, fa parte del servizio – aggiunge il sindacalista – e in ogni caso, se qualcosa non va come programmato e si sospetta un comportamento sbagliato del conducente, è giusto indagare e capire cosa è successo, meglio se attraverso una commissione composta da rappresentanti dell’azienda e sindacati". Invece che andare sul tram a parlare direttamente con i 49 autisti per conoscere la loro opinione sui metodi di assegnazione delle ferie, fa notare Mannucci, l’azienda dovrebbe salire a bordo per risolvere i guai in linea quando capitano.

"E’ arrivato il momento – sottolinea Massimo Milli, della Faisa Cisal – di far capire alla direzione di Gest che non siamo più disposti a subire atti unilaterali come questi. Servono corrette e proficue relazioni sindacali ed una maggiore considerazione verso coloro che si adoperano a mandare avanti un servizio sempre più in crescita, con non pochi sacrifici".