Castiglioncello (Livorno, 16 giugno 2017 - Quando il bagnino ha gridato "attenti agli squali!", in molti tra i bagnanti sulla spiaggia del Quercetano hanno pensato a uno scherzo ispirato dalle scene del celebre film di Steven Spielberg. Pochi secondi dopo, però, erano tutti fuori dall’acqua, a osservare allarmati quella pinna di 30 centimetri che spuntava dalla superficie ad una manciata di metri dalla riva. I primi ad avvistarli, intorno alle 9.30 di ieri mattina, sono stati Gianni Bottoni e Alessandro Lami, rispettivamente addetto al salvataggio e titolare dello stabilimento Bagni Aurora. Nei primi istanti hanno creduto che gli occhi li stessero ingannando, ma quella sagoma grigiastra che più volte affiorava tra le acque non gli ha lasciato dubbi.

«Abbiamo visto la classica pinna a non più di tre metri dal bagnasciuga, di fronte al mio bagno, e abbiamo subito gridato a tutti di uscire dall’acqua – racconta Alessandro –. Erano due esemplari, una femmina di circa un metro con al seguito un cucciolo di 50-60 centimetri. A quell’ora c’erano poche persone in spiaggia, ma si è formato subito un capannello di curiosi, alcuni dei quali hanno filmato i due squaletti che sono rimasti a riva per circa dieci minuti. Si tratta tuttavia di un avvistamento anomalo e che non deve destare allarmismo».

Immediata poi la chiamata alla Capitaneria di porto. Secondo le testimonianze raccolte dagli uomini della Guardia costiera, potrebbe trattarsi di due verdesche, una specie diffusa nei nostri mari e che raramente attacca l’uomo. Difficile però che si avvicini alle coste. Forse le alte temperature del mare, tra i 28 e i 30 gradi registrate negli ultimi giorni, hanno disorientato i grossi esemplari, spingendoli verso riva. Il Casm ha successivamente svolto una serie di pattugliamenti nelle specchio d’acqua tra Rosignano e Castiglioncello, anche se non sono stati segnalati altri avvistamenti.

Qualche settimana fa, invece, nelo specchio d’acqua alle Secche della Meloria a otto chilometri dalla costa labronica un pescatore professionista ha tirato su un esemplare cucciolo di squalo mako, specie rarissima nei nostri mari, una femmina di appena cinque chili. E che la costa livornese stia diventando una nursery di specie "aliene" sembrerebbe confermarlo anche la massa gelatinosa footografata a Calafuria dai sub Luigi Macchi e Fabio Benvenuti (Reef Check Italia Onlus-Diving La Torre di Calafuria), durante un’immersione. Si tratta di grandi capsule che contengono uova probabilmente deposte dal calamaro Ommastrephes Bartramii, il cosiddetto calamaro rosso «volante» (perché riesce a darsi la spinta e a fare dei balzi fuori dall’acqua come se volasse) che può raggiungere anche i 15 metri di lunghezza.