Roma, 1 dicembre 2017 - Si è conclusa in questi giorni l’operazione di contrasto alla pirateria del software chiamata "Underli©ensing 3", coordinata dal nucleo speciale tutela proprietà intellettuale della Guardia di Finanza. In tutto 121 ispezioni in tutta Italia nelle sedi di altrettante società, a caccia di violazioni in materia di utilizzo dei software.- In campo anche gli specialisti della Guardia di Finanza, esperti nell’esaminare e rilevare anche i contenuti più remoti e nascosti nelle memorie dei pc. L'operazione ha interessato anche la Toscana e l'Umbria, poiché in ogni provincia era stato selezionato almeno un obbiettivo (o due) da controllare. Almeno sessanta i software sequestrati, alcuni anche molto costosi (4-5mila euro) con ingenti danni per la casa madre. In Toscana le violazioni sono state rilevate dalla tenenza di Cecina e dalle compagnie di Pisa e di pistoia, in Umbria invece dalla compagnia di Spoleto.

Al termine delle ispezioni sono state riscontrate diverse modalità di violazione: dalla più comune forma di pirateria informatica - l’underlicensing, ossia l’installazione di un software su un numero maggiore di “macchine” rispetto a quello previsto dalla licenza - al crack, cioè l’utilizzo di programmi illegali che, generando una chiave o codice di attivazione, permettono la conversione di una versione “trial/home” ad una versione “completa/professional”, fino a casi di mislicensing, ossia l’uso inappropriato della licenza o del contratto acquistati, come ad esempio l’impiego imprenditoriale di un software in versione “education”.

Nel complesso sono stati denunciati 62 responsabili. Nonostante i frequenti (e spesso anche maldestri) tentativi di cancellare i programmi illegali dai computer, anche a pochi istanti dall’avvio dell’ispezione, nella vana speranza di nascondere le responsabilità, grazie alle tecniche investigative e di controllo forense sviluppate dai militari è stato possibile sequestrare oltre 900 programmi per elaboratore privi di regolare licenza e più di 350 apparati hardware, tra computer e hard-disk.

Il valore di mercato delle licenze relative ai software sequestrati si aggira intorno ai 7,5 milioni di euro. In proposito si rileva come uno studio, diffuso lo scorso anno a livello mondiale dalla Global Software Survey di BSA, abbia assegnato all’Italia un tasso di pirateria in calo intorno al 45%, ma ancora fra i più elevati dell’Europa Occidentale (in cui ad es. la Francia si situa al 34%, Germania e Regno Unito al 22%, a fronte una media dell’intera area pari al 28%). Per il reato di violazione della proprietà intellettuale la normativa vigente nel nostro Paese (la legge n. 633 del 1941) prevede, in aggiunta alla violazione penale, anche una contestazione di natura amministrativa pari al doppio del valore di mercato del software illecitamente utilizzato. Pertanto, sono state contestate ai titolari delle imprese utilizzatrici dei software piratati, sanzioni amministrative pari a circa 15 milioni di euro.

L’operazione sottolinea l’attenzione rivolta dalla Guardia di Finanza alla tutela del diritto d’autore connesso ai prodotti informatici. I risultati dell’ultimo triennio vanno dai circa 300 software illegali sequestrati nel 2015, agli oltre 1600 programmi nel 2016. Nei primi 10 mesi di quest’anno sono stati oltre 1000 i software illecitamente installati o utilizzati riscontratati nel corso delle attività di servizio.