Firenze, 28 novembre 2017 - Gli studenti del Russell-Newton di Scandicci, accompagnati dalla preside Anna Maria Addabbo, dal presidente del consiglio d’istituto, Fausto Merlotti, hanno consegnato al presidente del Senato, Piero Grasso, la petizione sottoscritta dagli studenti fiorentini nella quale si chiede giustizia per Niccolò Ciatti per la la sua famiglia.

In tutto sono state raccolte oltre duemila firme non solo a Scandicci, ma anche nelle scuole superiori fiorentine. Ad accompare i ragazzi c’era anche la famiglia Ciatti, il papà Luigi, la mamma Cinzia e la sorella Sara, insieme al sindaco di Scandicci, Sandro Fallani

Un incontro toccante, quello con Piero Grasso, durante il quale è emersa nuovamente la volontà della famiglia di trovare la verità su quella notte maledetta a Lloret de Mar, nella quale Niccolò è stato pestato a sangue e non ha più fatto ritorno a casa, ai suoi affetti, alla sua vita di tutti i giorni, fatta di lavoro, di famiglia, amici, e di momenti felici con la fidanzata Ilaria.

Il sindaco Fallani ha chiesto al presidente del Senato, di presenziare a un incontro con le scuole di Scandicci sul tema della legalità. Intanto va avanti la macchina della solidarietà. Il prossimo appuntamento è sabato 9 dicembre, alle ore 20 presso il campo Gino Buozzi del Porta Romana (ex Rondinella), dove si disputerà la partita di calcio tra ex glorie della Fiorentina ed amici di Niccolò contro i commercianti del mercato di Novoli e del mercato di San Lorenzo.

"Le autorità giudiziarie spagnole devono fare di più per rispondere alla domanda di verità e di giustizia che arriva dalla famiglia del povero Niccolò Ciatti, barbaramente ucciso l’estate scorsa a Lloret de Mar, e dai suoi ex compagni di scuola, compatti nel sostenere la famiglia di Niccolò. Noi rappresentanti delle Istituzioni italiane faremo tutto quanto è nelle nostre facoltà per rispondere a questa legittima e sacrosanta aspettativa". Così la vicepresidente del Senato, Rosa Maria Di Giorgi, che ha aggiunto: "Da questa inaccettabile disgrazia, l'impegno portato avanti anche dagli ex compagni di scuola di Niccolò colpisce e fa riflettere. Da questa triste e cattiva vicenda - aggiunge - forse l’impegno e la solidarietà dei giovani, la loro richiesta di giustizia, possono essere un piccolo germoglio di speranza, che certo non restituirà Niccolò alla vita e ai suoi affetti familiari, ma che dà speranza e aiuta la battaglia di tutti per ottenere la giusta pena per i responsabili di questo feroce omicidio".