Prato, 18 gennaio 2018 -  Erano riusciti a mettere su un'organizzazione criminale di portata europea con testa e direzione operativa a Prato. Con un obiettivo: la conquista del monopolio nel settore della logistica, dei trasporti, nella comunità cinese, e il ricorso alle intimidazioni e alla violenza con le quali via via venivano acquistate le aziende concorrenti. Alla stessa maniera della mafie tradizionali italiane ai loro albori.

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Ma le loro ambizioni sono finite all'alba di stamani con l'esecuzione di 33 mandati di custodia in carcere  cautelare a carico di altrettanti orientali. L'operazione "China Truck", volta a sgominare la mafia cinese, coordinata dalla Procura distrettuale antimafia di Firenze, soprattutto, ha portato alla cattura di Zhang Nai Zong, detto 'l'uomo nero', il numero uno, arrestato a Roma, in un condominio di viale Marconi ma che aveva scelto Prato come base operativa.

Zhang Nai Zong aveva scalato il vertice della mafia cinese in Italia imponendo la 'pace' a Prato dopo una sanguinosa guerra fra bande, costata, è stato spiegato nel corso di una conferenza stampa, numerosi morti ammazzati in città nel corso degli anni 2000. La sua organizzazione ha potuto così dedicarsi a promuovere infiltrazioni nell'economia legale e a controllare attività criminali in usura, prostituzione, droga, estorsioni, racket. Tanto era il suo carisma criminale che appena ieri la polizia nell'ultimo pedinamento lo ha visto ricevere in un ristorante a Prato numerosi cinesi che lo hanno onorato anche con inchini.

Tra gli arrestati c'e' anche una donna: si tratta dell'amante del boss Zhang. Nella sua abitazione trovati anche 30mila euro in contante. Sequestrate anche otto aziende a Prato, Roma, Milano e in Francia e in Germania, oltre a immobili, veicoli e 61 conti correnti bancari. Il business principale del clan era nei trasporti, ma l'organizzazione aveva anche bische, ristoranti, locali notturni e money transfer.

Complessivamente sono 54 gli indagati: 33 destinatari della misura cautelare in carcere emessa dal Gip di Firenze Alessandro Moneti con l'accusa di 416 bis e altri reati, e 21 indagati a piede libero, di cui 10 sempre per associazione a delinquere di stampo mafioso e 11 per altri reati. La maggior parte dei provvedimenti sono scattati a Prato: 25 indagati, di cui 16 arrestati e 9 denunciati a piede libero mentre sono otto gli arrestati a Roma (dove sono 10 gli indagati). A Milano e Padova sono state arrestate due persone mentre tra Firenze e Pisa gli indagati a piede libero sono 7. Altre 4 persone si trovavano invece già in carcere per altri motivi e due sono i soggetti di origine cinese arrestati in Francia (dove ci sono anche altri due indagati). Infine, due destinatari del provvedimento si trovano attualmente in Cina. 

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La lunga e complessa indagine era partita nel 2011.