Firenze, 17 febbraio 2017 - Porte chiuse all’arcivescovo Betori. Il no, anzi il ‘ni’, arriva dal comprensivo Le Cure, dove solo l’elementare Collodi ha mostrato una parziale apertura. Niente da fare invece per le primarie La Pira e Boccaccio e per la scuola secondaria di primo grado Calvino dove, come riferiscono le mamme, «sono stati gli insegnanti a non reputare opportuna la visita dell’arcivescovo». Tutto era nato dall’idea di un gruppetto di mamme, che certo non pensavano che si sarebbe scatenato tutto questo putiferio. «Dato che l’arcivescovo sta facendo visita nel nostro vicariato e si è detto disponibile ad incontrare le persone anche nei luoghi pubblici, ci è sembrato giusto proporre un confronto tra lui e i bambini del comprensivo del quartiere – racconta Giordana, una mamma –. Invece, alcuni genitori hanno scatenato una polemica, perché secondo loro un arcivescovo non deve entrare in una scuola pubblica. Siamo dunque divisi tra coloro che sono a favore, e tra questi ci sono anche atei e persone di altre religioni, e chi invece è assolutamente contrario».

Durante il consiglio d’istituto, dalla scuola media sono arrivati 24 no su 30. Le mamme che avevano lanciato l’idea si dicono «sconvolte». «Questo rifiuto verso tutto ciò che è cristiano ci pare proprio fuori luogo», affermano Luciana e Giordana, le due mamme che stamani con padre Giovanni Nitti, parroco della chiesa Madonna della Divina Provvidenza, incontreranno la preside del comprensivo, Silvia Signorini, per arrivare quantomeno a una conclusione.

In poche parole, verrà deciso se alla Collodi l’arcivescovo Giuseppe Betori potrà incontrare i bambini. «Non vado in chiesa, ma quello che sta succedendo mi sembra da non credere – interviene nel dibattito un’altra mamma –. Quando nelle classi entrano i veterani della Resistenza, nessuno muove un dito. Che sarebbe successo se invece fossero stati invitati l’imam o il rabbino? Forse, per non generare ‘scandalo’, in quel caso tutti avrebbero acconsentito? Per quanto mi riguarda, anche se non sono credente, per me porte aperte a tutti: all’arcivescovo, ma anche al rabbino e all’imam, certo. Trovo avvilente che in una società prevalentemente cristiana si arrivi a simili prese di posizione».

Davanti a scuola e ai giardini non si parla d’altro. «Questo mondo va alla rovescia», sospira una nonna. Una mamma è invece per il no a Betori: «Non siamo mica in una scuola cattolica. La sua visita la trovo inopportuna». Purtroppo, la dirigente Signorini, che in un primo momento si era detta disponibile, in serata, a commentare la vicenda, non ha poi più risposto alle telefonate de La Nazione.