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FIRENZE Inchiesta Tav: "Ditte inadeguate, così agiva la cricca"

Firenze, il sindaco Renzi: "Fiducia nella magistratura"

Secondo i pm l'obbiettivo del gruppo, "una associazione a delinquere", era quello di favorire certe aziende. E la qualità di quelle che operavano per la Tav era "scadente"

I cantieri della Tav
I cantieri della Tav

Firenze, 19 gennaio 2013 - "Un vero e proprio gioco di squadra tra pubblici ufficiali e esponenti di CoopSette e Italferr. Un gioco che ha i connotati di una vera associazione a delinquere". Così la procura fiorentina nell'inchiesta sui lavori per l'Alta Velocità a Firenze. Un'inchiesta che scuote il capoluogo, con trentuno indagati e sequestri clamorosi, tra cui quello della "talpa", ovvero la macchina che doveva forare il terreno per la costruzione dei tunnel. Diverse accuse pesanti: le aziende che lavoravano alla Tav erano per gli investigatori "inadeguate".

I PM: OBBIETTIVO ERA FAVORIRE CERTE DITTE" - Gli indagati sono 31 fra funzionari e dirigenti dei ministri dell'ambiente e delle infrastrutture, dell'autorita' di vigilanza sulle opere pubbliche, di Rfi e Italferr, e imprenditori, come i vertici del general contractor Nodavia e della cooperativa che ne e' socia di maggioranza Coopsette. Indagati la presidentessa di Italferr Maria Rita Lorenzetti (ex governatrice dell'Umbria, Pd), e il dirigente dell'unita' di missione del ministero delle infrastrutture Ercole Incalza, e il geologo Gualtiero Bellomo, della commissione via del ministero dell'ambiente. I componenti dell'associazione, scrivono i pm Gianni Tei e Giulio Monferini, che hanno coordinato l'inchiesta del ros, ''pianificavano una serie di interventi a vasto raggio per influire e determinare le varie amministrazioni coinvolte, in maniera da superare ogni possibile ostacolo e intralcio agli obiettivi dell'associazione: ovverosia favorire al massimo in termini economici Nodavia e tramite essa Coopsette (di cui si teme la prossima insolvenza) a scapito dei costi dell'appalto e a danno delle casse dello Stato''.

"GLI INDAGATI VELOCIZZARONO PRATICHE" - Fra l'altro, l'organizzazione avrebbe velocizzato le pratiche di una variante all'autorizzazione paesaggistica legata a un aggiustamento del progetto che originariamente avrebbe comportato dei rischi per il complesso monumentale fiorentino della Fortezza da Basso. Verifiche investigative riguardano la Veca sud, una delle ditte incaricate di smaltire i rifiuti, che gli investigatori sospettano possa essere collegata alla criminalita' organizzata. Verifiche analoghe riguarderebbero anche aziende con le quali alcuni professionisti indagati hanno avuto rapporti professionali.

"AZIENDE INADEGUATE" - La Novadia, general contractor dei lavori per il sottoattraversamento fiorentino della tav, il cui socio di maggioranza e' Coopsette, e la Seli, il subappaltatore incaricato di montare la fresa, sono societa' inadeguate a gestire l'appalto. E' quanto sostengono gli investigatori negli atti dell'inchiesta fiorentina sull'opera. ''Cio' che emerge dagli atti - e' spiegato nel decreto di sequestro - e' una gestione dell'appalto da parte di soggetti del tutto inadeguati dal punto di vista finanziario e organizzativo. Seli, subappaltatore che monta il
macchinario e realizza lo scavo, e' societa' prossima all' insolvenza che spera nell'arrivo di soci cinesi, ma che non ha neanche i soldi per pagare i contributi e risparmia sulle guarnizioni della fresa. Tutti sanno che
Seli non ha prestato le fideiussioni necessarie e che non le potrebbe prestare, ma tutti fanno finta di nulla''.
''Allo stesso modo Novadia - continua il decreto - risulta essere soggetto privo di sicurezza e stabilita' economica ed entrambe risultano soggetti che necessitano di pagamenti anticipati per finanziarsi e incominciare l'opera. Si e' cosi' assistito a una rincorsa da parte dell'appaltatore e del subappaltatore'' a concertare ''strategie truffaldine per esporre riserve e maggiori costi a danno della stazione
appaltante''.

LE PAROLE DEL SINDACO DI FIRENZE RENZI - ''Io ero uno di quelli che avrebbe voluto cambiare quel progetto, ma non certo per queste vicende di cronaca, bensi' per altri motivi. Poi abbiamo trovato un altro accordo per la citta', pero' diciamo le cose come stanno. I soldi, 85 milioni, vengono dopo la salute dei cittadini, per cui piena fiducia e pieno rispetto per le indagini della magistratura''. Cosi', il sindaco di Firenze Matteo Renzi in un'intervista a Rtv38, che andra' in onda questa sera alle 20, sull'inchiesta sul sottoattraversamento ferroviario per l'Alta Velocita' a Firenze. ''Del resto io credo in una regola aurea - ha aggiunto il sindaco -, se il campo di gioco e' presidiato dalla magistratura e' bene che i politici non mettano bocca e quindi, da politico, non commento. Certo, da un lato sarebbe interessante discutere di quanto la magistratura talvolta entra nel campo della politica, ma questa e' un'altra storia che ci riporterebbe alla politica nazionale e in questo caso non ha senso. Se avessi la
macchina del tempo - ha aggiunto il sindaco - non avrei firmato per la stazione nell'area dei macelli, ma dopo un anno dico che quell'accordo va benissimo''.

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