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Toscana, taglio dei seggi? Per ora solo annunci

In Consiglio regionale, stipendi da 7mila euro al mese

Il Senato della California è formato da 40 membri, uno ogni 931mila abitanti, mentre la Toscana elegge ben 55 consiglieri, uno ogni 67mila

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Enrico Rossi
Enrico Rossi
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Firenze, 9 febbraio 2012 - SI VANTANO di aver fatto il primo passo, ma è un cambiamento simbolico. Insieme alla Finanziaria 2012, i consiglieri regionali della Toscana hanno ridotto, non senza distinguo e mal di pancia, i seggi. Da 55 a 40. Ma solo nella parte che riguarda la legge elettorale. Poco più di un’enunciazione di principio. Perché la legge elettorale si modifica in una seduta, ma il taglio vero può avvenire solo modificando lo Statuto: con doppia lettura e maggioranza qualificata. Intendiamoci: basta volerlo e in sei mesi si fa. Del resto, furono rapidissimi, i consiglieri toscani nel 2004, quando decisero di aumentarli, i seggi: dai 50 previsti dalla ripartizione nazionale del 1970, che si rifaceva al dettato Costituzionale, all’esagerato numero di 65. Ritardarono perfino le vacanze, riunendosi l’11 e il 12 agosto. Erano i giorni dell’«inciucione» sinistra-destra, che portò anche all’abolizione delle preferenze, con la nascita del «Porcellum toscano», che avrebbe poi invogliato il Parlamento nazionale a togliere a tutti gli elettori il diritto di scegliere.

CI RIMASE malissimo, il governatore di allora, Claudio Martini, vincitore delle elezioni 2005, quando una barista di via Cavour gli disse: «Complimenti per la vittoria, presidente: però mi spiega perché, con le tasse del mio bar, devo pagare tutti quei consiglieri?».
Non troppo esperta di armeggi regionali, la barista non sapeva che con le sue tasse pagava non 65 ma 79 indennità. Perché che nel frattempo c’era stata un’altra astuta modifica: l’incompatibilità fra il ruolo di consigliere e quello di assessore. Per ricavare 14 posti in più. Con un’aggiunta mai vista: il mantenimento del posto per il consigliere chiamato a far l’assessore.
A furor di popolo (e anche sotto la spinta altrettanto furiosa de La Nazione) la legislatura 2005-2010 si chiuse con un primo taglio: da 65 a 55. Nelle orecchie di Martini rimbombava la voce della barista.

MA 55 CONSIGLIERI più 10 assessori sono sempre troppi. Nel frattempo sono arrivati i provvedimenti «Salva Italia». Berlusconi aveva previsto facilitazioni nel patto di stabilità (più soldi da spendere, meno ticket) per le Regioni virtuose che fossero riuscite a tagliare le poltrone entro febbraio 2012. Monti ha tolto il vincolo. Favorendo la lentezza. Il problema? Il taglio dei seggi è sparito dai tavoli delle commissioni ed è tabù nelle chiacchiere di corridoio. Invece bisogna riparlarne, affrontando anche l’altro corno del problema: cancellare l’incompatibilità fra consigliere e assessori. Risparmiando altri dieci stipendi e ridando dignità, e diritto di parola, ai componenti della giunta, che ora pendono (e dipendono) dalle labbra del governatore.
Il rischio? Che non si faccia nulla, che si arrivi a fine legislatura e... si faccia la cosa più semplice: ricambiare la legge elettorale. Scrivendo di nuovo: 55 seggi.

Sandro Bennucci

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