Il perito medico-legale ha anche stabilito che l'asfissia in mare, causata a Federico dalla madre, ha modalita' compatibili con un precedente episodio, risalente al 13 marzo 2011, quando il bimbo sopravvisse dopo analogo tentativo di annegamento
Grosseto, 3 febbraio 2012 - Sono stati quei minuti sott'acqua a uccidere il piccolo Federico Cassinis, tra i cinque e gli otto, stimano i periti medico legali. Quando fu tirato fuori era già senza vita. Sarebbe questa la vera storia dell'annegamento del piccolo morto a 16 mesi il 9 agosto 2011 dopo che la madre, Laura Pettenello, lo aveva condotto in mare col pedalò davanti alla spiaggia della Feniglia, all'Argentario (Grosseto). A dirlo è la perizia svolta sull'autopsia che il 4 febbraio sarà discussa in un incidente probatorio fissato davanti al gip di Grosseto Marco Mezzaluna.
Dalla La perizia, stilata dal professor Vittorio Fineschi, che risponde ad alcuni quesiti posti dal giudice, risulta che Federico mori' per asfissia da annegamento; che non cadde in acqua per un malore ma che ci venne spinto da altri - e cioè secondo gli inquirenti dalla madre, arrestata con l'accusa di omicidio volontario premeditato -; e che quando venne estratto dall'acqua ormai era già morto.
Una verità che si scontra proprio con la ricostruzione data ai Carabinieri da Laura Pettenello, la quale disse che il bambino era caduto in mare dal pedalò accidentalmente, che lei lo aveva ripescato portandolo poi a riva senza avere la sensazione che fosse in pericolo di vita e che solo un po' dopo, quando lo vide esanime sul lettino sotto l'ombrellone, comprese che stava male. Invece il piccolo era già morto, e la donna senza chiedere subito soccorso dallo stabilimento balneare, volle lei stessa recarsi in auto all'ospedale di Orbetello in un tentativo di improbabile salvataggio, considerati i risultati dell'autopsia.
Il perito medico-legale ha anche stabilito che l'asfissia in mare, causata a Federico dalla madre, ha modalità compatibili con un precedente episodio, risalente al 13 marzo 2011, quando il bimbo sopravvisse dopo analogo tentativo di annegamento dentro la vasca da bagno di casa. Secondo gli inquirenti anche in questa prima vicenda Laura Pettenello tentò di uccidere il bimbo, ma poi chiamò i soccorsi e Federico si salvò benché dopo un periodo nel reparto di rianimazione di un ospedale. Sulla vicenda è previsto anche un secondo incidente probatorio relativo ad una perizia psichiatrica disposta sempre dal gip sulle condizioni psichiche della donna, che per un periodo aveva seguito specifiche cure.