Due taniche di benzina, poi il rogo L’ultimo atto è scritto in un video

Capannoli: la telecamera di un distributore ha ripreso Simona

Inquirenti accanto all'auto in cui sono stati scoperti tre cadaveri carbonizzati a Santo Pietro Belvedere, nel comune di Capannoli (Ansa)

Capannoli, 15 luglio 2011 - L’AUTO che accosta al distributore Erg sulla via Volterrana, nel centro abitato Capannoli. Una donna che — apparentemente calma, lo sguardo fisso, come quello di un automa — scende rapida dalla Bmw con in mano una banconota da 10 euro già pronta, che inserisce nella cassa automatica. Estrae la pompa e riempie due taniche da cinque litri di benzina verde. Sul sedile posteriore di quell’auto, una Bmw Serie 1, grigia metallizzata, non inquadrati dall’obiettivo ci sono una ragazzina dai lunghi capelli castani e un bimbo biondo, molto più piccolino. Pochi minuti più tardi e a meno di tre chilometri di distanza da quel distributore di carburante, si scatenerà l’inferno di fuoco e fiamme che ha divorato i corpi di quei bambini Letizia, 11 anni e Lapo soltanto tre, e della loro mamma, Simona Alessandroni, casalinga di 40 anni.

 

È ANCHE grazie a questi fotogrammi, recuperati dai carabinieri dopo aver passato al setaccio i benzinai di tutta la Valdera, che gli inquirenti hanno potuto ricostruire l’esatta dinamica dell’omicidio-suicidio di Santo Pietro Belvedere, fugando le ombre di ogni altra ipotesi.

 

«L’ORARIO è compatibile con la ricostruzione dei fatti — ha spiegato ieri il sostituto procuratore pisano Antonio Giaconi che coordina le indagini sulla strage familiare — perché è successivo alle 15, momento in cui Simona è uscita da casa con i due figli». Non c’è ancora la certezza, invece, del fatto che Alessandroni abbia cosparso di benzina l’esterno dell’auto, anche se secondo la Procura è abbastanza probabile che le cose siano andate proprio così. Così com’è probabile che la donna abbia usato un accendino per appiccare l’incendio. Un accendino che sarebbe andato completamente distrutto nell’esplosione del serbatoio della Bmw, le cui portiere erano state chiuse dall’interno. I bambini, probabilmente, a quel punto erano già stati storditi dalla madre, che deve aver somministrato loro del sonnifero, disciolto nel succo di frutta.

 

IERI POMERIGGIO, completato il rito del riconoscimento attraverso l’esame del Dna sui resti carbonizzati, le tre salme sono state restituite ai familiari per organizzare i funerali. L’ultimo saluto a Simona, a Letizia e al piccolo Lapo si terrà domattina, alle 9, nella chiesa di San Bartolo a Cintoia a Firenze, celebrati dal parroco don Dino Fusi. Un funerale unico per la mamma e per i bambini, come ha voluto il padre dei piccoli, Bruno Pucci, acconsentendo alla richiesta dei genitori della ex compagna, dalla quale il trentacinquenne si stava separando.

Paola Zerboni

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