LUCCA - Veleni: Favilla tenta di salvare il salvabile, lascia l’assessore indagato
Lucca, 7 luglio 2011 - VACILLA la giunta al Comune di Lucca. Il sindaco Mauro Favilla (nel tondo) tenta di salvare il salvabile e ha in programma un rimpasto totale per il 14 luglio (una ghigliottina?) con taglio drastico da 13 a 6 assessori. Basterà la cura dimagrante? Difficile dirlo. La già precaria stabilità della maggioranza è stata infatti mandata in tilt dagli effetti dell’inchiesta «Volpe nel deserto», nonostante il Riesame abbia rimesso tutti in libertà e abbia «azzerato» anche le ipotesi di reato. L’inchiesta, che vede indagati lo stesso Favilla e l’assessore Giovanni Pierami, prosegue e comunque ha già lasciato un segno profondo di polemiche, facendo esplodere divisioni latenti anche nel centrodestra.
L’ex sindaco Pietro Fazzi ha lasciato su due piedi il Pdl e il consiglio comunale, tanto che si ventila che voglia creare una lista civica per le amministrative 2012. L’assessore Marco Chiari (nella foto grande), reduce da quindici giorni trascorsi (ingiustamente, per il Riesame) in cella, esattamente a una settimana dalla sua scarcerazione, ieri ha invece convocato una conferenza stampa presentandosi con una lettera di dimissioni già consegnata al sindaco.
«DAL GIORNO dell’arresto — ha detto Chiari — la mia vita e la mia famiglia sono state annullate, mi è stata tolta la dignità umana e i diritti civili. Con il decreto di carcerazione sono stati chiusi anche i conti correnti, il bancomat e la viacard. Tutti gli enti, le associazioni, gli istituti di credito sono stati informati del mio arresto. Mi sono trovato in una situazione da non augurare al peggior nemico. Io ho rispetto per la magistratura ma non posso essere d’accordo sull’interpretazione che hanno dato a questa vicenda».
MA CHIARI ha parlato anche e soprattutto della sua decisione di lasciare la giunta comunale. «Ho dato la mia disponibilità, al momento del rimpasto di giunta annunciato in questi giorni dal sindaco Favilla, a lasciare il ruolo di assessore, in modo che il sindaco stesso possa disporre delle varie deleghe che mi erano state attribuite come meglio crede. Confermo la mia fiducia nell’operato della magistratura e ringrazio il sindaco per la fiducia che mi ha sempre accordato, a differenza delle prese di posizione tardive espresse invece da altri con cui ho collaborato precedentemente». Chiari si è poi scagliato contro l’ex sindaco Pietro Fazzi. «Mi hanno colpito le dichiarazioni di Fazzi a un quotidiano. L’ex sindaco non dice il vero quando afferma che ha dovuto ridurre di un terzo la cubatura che era stata prevista da me. In realtà dal 2002 al 2004 aveva Fazzi la delega all’urbanistica e ha ridotto di un terzo soltanto la volumetria del “parco est” per la parte che riguardava i piani attuativi legati all’amministrazione comunale. Se oggi la giunta Favilla si trova problematiche urbanistiche — conclude Chiari — queste derivano dalla precedente gestione. Fazzi aveva gli strumenti per bloccare o modificare lo sviluppo urbanistico».
INTANTO la Procura va avanti sulla sua linea. Nonostante la secca bocciatura da parte del Tribunale del Riesame, che ha «azzerato» tutte le ipotesi di reato di corruzione e falso sostenendo l’insussistenza dei gravi indizi di reato, l’inchiesta non si ferma affatto e gli accertamenti dei carabinieri stanno proseguendo anche in queste ore. Appare certo che il procuratore capo Aldo Cicala e il sostituto Fabio Origlio entro il 14 luglio presenteranno un ricorso in Cassazione contro l’ordinanza dei giudici fiorentini. Una decisione della Suprema Corte non arriverà però prima della fine settembre. Nel mezzo ci sarà un’estate davvero calda, almeno sotto il profilo politico.