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Caso Franceschi Finita l'autopsia "Nessuna anomalia"

Il medico legale Lorenzo Varetto, incaricato dai legali della famiglia di Daniele esclude almeno per ora  il pestaggio. La mamma: "Il naso di mio figlio è rotto, l'ho visto". La procura di Luccca non indaga, Daniele è morto all'estero

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Viareggio, 21 ottobre 2010 - Si è conclusa l'autopsia italiana sul corpo di Daniele Franceschi nell'obitorio dell'ospedale Versilia. L'esame era cominciato intorno alle 12 di questa mattina ed è proseguito per circa quattro ore. Il compito di analizzare il corpo del carpentiere viareggino morto nel carcere di Grasse è stato affidato dal legale della famiglia Franceschi, Maria Grazia Menozzi, al medico legale Lorenzo Varetto, lo specialista torinese che in passato si è occupato, tra gli altri, del caso di Garlasco e Cogne.

 

Dall'analisi, una vera e propria autopsia, Varetto non avrebbe riscontrato sul corpo di Daniele segni superficiali di percosse. In ogni caso sono stati prelevati dal corpo del 36enne parti di tessuto muscolare per permettere un esame istologico approfondito e verificare la presenza, o meno, di ecchimosi.  Ancora aperti i dubbi sulla ferita che Daniele avrebbe sul naso. "Al momento - ha spiegato Varretto - non sono in grado di stabilire se ci sia o meno una frattura del setto nasale". In ogni modo l'esito degli esami sarà reso noto solo tra qualche giorno. Permane anche il mistero degli occhi, l'asportazione non è stata infatti confermata.

 

Sullo stato di conservazione del corpo di Daniele Varetto ha spiegato: "Normalmente i cadaveri vengono conservati a più quattro gradi ma solo per pochi giorni. In questo caso il consolato italiano a Nizza aveva chiesto alle autorità francesi di mantenere il corpo ad almeno 20 gradi sotto zero per permettere la conservazione dei tessuti. Così non è stato, ma su questa questione saranno gli avvocati a dover intervenire". 

 

Dall'esame sulla salma non è stato inoltre possibile confermare che sia stato un infarto la causa del decesso. La risposta infatti è nascosta nel cuore di Daniele, ancora trattenuto dalle autorità transalpine. "Appena sarà restituito - ha detto il medico legale - lo analizzeremo per confermare quanto dichiarato nella cartella clinica francese". Varetto ha poi confermato che i medici francesi hanno effettuato un autopsia 'regolare'. "L'autopsia francese - ha concluso Varetto - è stata condotta secondo tutti i crismi, non sono state riscontrate anomalie".

 

Forse Cira Antignano, la mamma, si aspettava qualcosa di diverso dalle dichirazioni del perito di parte. Ha appreso tutte le notizie al telefono dai suoi legali, stava troppo male per attendere le risposte degli esami in un angolo dell'obitorio, così vicina al suo Daniele che non ha mai potuto riabbracciare. "Il medico ha fatto il suo lavoro ma il naso di Daniele è rotto, e questa cosa non mi torna''. Sono queste le prime dichiarazioni di mamma Cira che ha aggiunto: ''Rimango del mio parere. Dicono che Daniele è morto d'infarto. Ma se è così perché gli hanno portato via tutti gli organi? E poi, perché rimpatriare il corpo in cattive condizioni di conservazione, tanto che ora i nostri medici legali hanno difficoltà a fare le loro valutazioni?'' Ma soprattutto una domanda necessita una riposta: "Mio figlio da due giorni lamentava dolori al petto e al braccio sinistro. Sapeva perfettamente cosa gli stava accadendo. Perché nessuno ha fatto niente? Perché l'hanno lasciato morire?".

 

Sulla presunta omissione di soccorso è intervenuto anche lo zio di Daniele, Marco Antignano. ''Sappiamo che mio nipote aveva chiesto di essere visitato in carcere. Da analisi del sangue fatte durante la detenzione risulterebbe che il valore dei suoi enzimi si attestava intorno allo 0,17, anziché a 0,6 come dovrebbe essere in condizioni di salute normali. Per una cosa del genere in Italia si viene portati subito al pronto soccorso e sottoposti ad una visita approfondita dell'aorta. Invece, in Francia, l'hanno tenuto in carcere, in cella, non è stato nemmeno portato in infermeria. E poi è morto''.

 

DANIELE E ' MORTO ALL'ESTERO: LA PROCURA DI LUCCA NON INDAGA

Il ministero di Grazia e giustizia ha chiesto un parere alla procura di Lucca riguardo la possibilita' di esercitare azioni penali verso presunti responsabili della morte del giovane Daniele Franceschi: il sostituto procuratore Fabio Origlio ha spiegato che sulla base dell'articolo 10 del codice penale la magistratura non potra' esercitare nessuna azione penale per la morte di Franceschi perche' deceduto in territorio straniero, azione penale quindi demandata ai colleghi d'oltralpe.

 

La relazione del sostituto lucchese, si apprende, sara' parte integrante della risposta che il ministro Angelino Alfano fornira' in Parlamento ai deputati del Pd che hanno presentato una interpellanza in commissione giustizia sulla scomparsa di Daniele Franceschi. 

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