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Viareggio, depositano gioielli rubati al monte dei pegni: tre arresti

Tutto è partito quando uno di loro ha impegnato in un monte dei pegni di Viareggio uno smeraldo di tredici carati e due diamanti

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gioielli

Viareggio, 10 giugno 2010 - Dopo aver depositato in un monte dei pegni gioelli rubati, frutto di una rapina in villla avvenuta nel 2008 sulle colline fiorentine, tre ricettatori sono stati arrestati dagli agenti della squadra di Firenze. Tutto è partito quando uno di loro, ricettatore pistoiese di 47 anni, ha impegnato in un monte dei pegni di Viareggio (Lucca) uno smeraldo di tredici carati e due diamanti.

 

Un passo falso, il suo, che porta gli investigatori della Squadra Mobile fiorentina, diretta da Filippo Ferri sulle sue tracce e su quelle di due professionisti del mestiere: un quarantacinquenne di etnia sinti residente a Milano, al servizio di bande di rapinatori anche di altri paesi europei; e sua moglie, genovese, anche lei di 45 anni. I tre sono in carcere dopo l'arresto, avvenuto ieri mattina, per ricettazione in concorso.

 

Tutto è successo la tarda sera dell'8 dicembre 2008, quando una banda di cinque uomini, verosimilmente dell'Est Europa, incappucciati ed armati di un piede di porco, sequestrò e rapinò un'intera famiglia in una villa di Pian dei Giullari a Firenze.

 

Aspettano che il proprietario esca dalla porta principale, lo colpiscono ed entrano in casa. Poi salgono le scale, svegliano la compagna dell'uomo che stava dormendo e la costringono a scendere nel salone principale. Lì attendono l'arrivo dei figli della coppia, di 16 e 22 anni. Quindi rubano preziosi e denaro, e chiudono, prima di fuggire, tutta la famiglia nel bagno.

 

Nel bottino anche un anello con tre pietre incastonate: due diamanti e uno smeraldo. Ed è questo gioiello che finisce, pochi giorni dopo, nelle mani del gioielliere pistoiese, che smonta le pietre preziose per piazzarle meglio. Il 17 dicembre l'uomo le porta al Monte dei Pegni, nel frattempo già allertato, come tutti gli altri istituti di pegno, dalla Polizia. Arriva la vigilia di Natale e gli agenti lo rintracciano.

 

Dal fermo dell'uomo parte l'attività investigativa condotta con la collaborazione delle Squadre Mobili di Milano e Pistoia, lunga oltre un anno. Accertamenti, incrocio di dati e riscontri portano i poliziotti alla coppia di Milano. Sono loro che avevano gestito gran parte del bottino della rapina di Pian dei Giullari. Ritrovata molta refurtiva, bottino di furti commessi in diverse città; la merce era stata abilmente nascosta in cunicoli creati sulle pareti di casa, oppure veniva custodita in cassette di sicurezza.

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