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Chianti truccato,
nuovo blitz
Sequestrati
2.500 ettolitri

Non si ferma l’azione di Nas e Guardia di Finanza contro il vino ‘truccato’. Nei giorni scorsi sono stati sequestrati a un’azienda di Castellina in Chianti 5 ettari di vigneti, ormai improduttivi

VINO 'TRUCCATO' Chianti Igt Toscano tagliati e miscelati con vini di bassa qualità. Cosa ne pensi?

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Siena, 12 dicembre 2009 - Non si ferma l’azione di Nas e Guardia di Finanza contro il vino ‘truccato’. Nei giorni scorsi sono stati sequestrati a un’azienda di Castellina in Chianti 5 ettari di vigneti, ormai improduttivi.

Nel corso dei controlli i carabinieri hanno anche sequestrato nelle cantine dell’azienda, a conduzione familiare, 2.500 ettolitri di mosto pronti per essere venduti ad altri produttori di Chianti Classico. Ai proprietari sono state contestate anche violazioni amministrative e il Comune di Castellina, su richiesta del Nas, ha chiuso per motivi igienici la cantina.

 

L’inchiesta di Castellina segue nel solco quella delle Fiamme Gialle senesi che venerdì hanno sequestrato 5 milioni di litri di vino Chianti Docg e Igt Toscana. Si tratta di un nuovo filone di Brunellopoli, coordinato dal pm Mario Formisano: sul mancato rispetto dei disciplinari e sull’uso di “vini da taglio” sono indagate 17 persone e coinvolte 42 aziende in tutta Italia. Una questione anche d’immagine, sulla quale è intervenuto il presidente della Regione, Claudio Martini, che ha l’interim dell’agricoltura.

"Seguiremo il caso — ha detto — con l’attenzione che merita. Certo, mi sia consentito dire che noi rispondiamo alle richieste di campagne di promozione dell’immagine toscana nel mondo, ma poi occorre che ci sia un’attenzione generale perché questa non venga anche solo incrinata".

"La prima impressione — ha proseguito — è che si parli di comportamenti appartenenti ad un periodo non più replicabile, grazie all’Ocm vino entrata in vigore in agosto".

 

Dunque, sarà più difficile la frode nel mondo del vino a denominazione. Un passo in questa direzione lo ha fatto anche il Consorzio Vino Chianti docg con il nuovo disciplinare che prevede sì, fino al 70% di Sangiovese e il 30% di altri vitigni, ma le uve devono essere prodotte all’interno della denominazione.

Per Nunzio Capurso, presidente del Consorzio — che si dice "molto preoccupato per l’immagine del vino toscano: speriamo che l’indagine della magistratura serva a fare pulizia sul mercato" — il nuovo disciplinare "consente di stare sul mercato nel segno della tradizione.

Abbiamo cambiato il disciplinare in quanto dopo 40 anni i gusti sono cambiati. Il vino va orientato al gusto del consumatore che vuole maggior colore, più morbidezza, meno tannini, minor acidità". Tra le novità del nuovo disciplinare l’introduzione del dell’appellativo “Superiore” e il riconoscimento delle sottozone come Chianti dei Colli aretini, fiorentini, e altre aree.










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