Massa, nuova
emergenza: combustibile
dai rifiuti, l'impianto
è inadeguato
Non è ancora pronto l'l’impianto per produrre cdr (combustibile derivato dai rifiuti) costruito dalla società mista ErreErre al confine tra Massa e Carrara
RIFIUTI: Segnalaci i disservizi
Massa, 26 novembre 2009 - E’ tutt’altro che prossimo ad entrare in esercizio l’impianto per produrre cdr (combustibile derivato dai rifiuti) costruito dalla società mista ErreErre al confine tra Massa e Carrara. L’autorizzazione "all’esercizio provvisorio per la messa a regime dell’impianto e collaudo funzionale", rilasciata dalla Provincia apuana con determinazione 8695 del 18 novembre, evidenzia infatti una serie di carenze, sia nell’impianto che nella documentazione, e dunque subordina l’inizio del collaudo ad una serie di adempimenti e prescrive che entro 90 giorni siano eseguiti anche altri interventi già previsti nell’autorizzazione alla costruzione rilasciata nel giugno 2008 ma mai attuati.
Alla faccia dell’inaugurazione avvenuta il 21 ottobre alla presenza del governatore regionale Claudio Martini. Di urgente mancano la pompa per la raccolta del percolato dalle fosse di carico, la sistemazione dei servizi igienici e spogliatoi per il personale e della sala controllo, la sistemazione del biofiltro, la certificazione di conformità dell’impianto elettrico e quella di regolare esecuzione dei macchinari per la produzione di cdr. Senza questi adempimenti minimi, niente avvio del collaudo. E comunque entro 90 giorni andranno realizzate altre opere, come il nastro trasportatore per portare i rifiuti dall’impianto di trattamento Cermec a ErreErre.
Quanto all’esercizio vero e proprio, servirà un nuovo nulla osta della Provincia, preceduto da ulteriori sopralluoghi, dall’ultimazione delle opere in conformità del progetto approvato e dal certificato di collaudo che attesti che tutto, ma proprio tutto, davvero funzioni e sia sicuro. Insomma: "Ad oggi ErreErre ha un’autorizzazione “blindata” che, di fatto, nell’immediato non autorizza nulla perché l’impianto non era a posto", nota il consigliere provinciale della Lega Nord, Cesare Micheloni, annunciando battaglia. E c’è fermento anche tra chi ha sempre contestato la scelta dell’impianto ErreErre, costato ad oggi una ventina di milioni di euro per produrre — se andrà bene — un 'combustile' che non si vende, dovendo il produttore pagare i termovalorizzatori che accettano di bruciarlo.
Eppure resta questo l’impianto che, secondo la politica, dovrebbe risolvere i problemi dei rifiuti urbani a Massa e a Cararra: con una raccolta differenziata crollata a poco più del 20%, i due Comuni producono circa 90mila tonnellare di rifiuti indifferenziati ogni anno che, 'trattati' al Cermec, diventano sovvalli da smaltire in discarica (vanno a Peccioli, di proroga in proroga) o da lavorare ulteriormene per farne cdr.
Anna Pucci
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