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La coerenza di 'Repubblica'

E’ davvero uno strano Paese il nostro... L'editoriale del direttore de La Nazione Giuseppe Mascambruno

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Firenze, 25 ottobre 2009 - E’ davvero uno strano Paese il nostro che, in mezzo a mille problemi più seri e più gravi per le famiglie che arrancano con i loro conti della spesa, le piccole imprese che arrancano con i loro bilanci, i giovani che arrancano con il loro futuro, non ha trovato e trova di meglio che scannarsi in nome di un malinteso senso della libertà di stampa. Tema serio, serissimo, ci mancherebbe altro, ma che in un Paese democratico, in cui l’informazione è garantita da un pluralismo così vasto da consentire al cittadino di scegliere ciò che più gli aggrada, alla radio, in tv, sul web e, vivaddio anche in edicola, finisce per rivelarsi, nella migliore delle ipotesi, la contesa sulla ciliegina della torta, mentre si fa fatica a mettere insieme il pane con il companatico.

 

Il parlamento europeo, nei giorni scorsi, ha dato il sigillo notarile alla insussistenza reale del problema, bocciando senza appello le mozioni che, ovvviamente per opposte ragioni, gli esponenti italiani del centrosinistra e del centrodestra avevano portato al dibattito in aula, noncuranti dell’ennesima brutta figura a cui veniva esposto il nostro Paese in sede internazionale. Politicamente è ben più rilevante la sconfitta patita dal centrosinistra che, alla vigilia, dava per scontata invece un’approvazione che avrebbe legittimato il can-can messo su in particolare da quello che ormai tutti definiscono il partito di «Repubblica». Dalle colonne di quest’ultimo giornale, infatti, si è levata una campagna che ha assunto dimensioni paradossali: la sua evidente faziosità è stata infiocchettata nel bel pacco-dono della nobile battaglia con l’austera salita in cattedra di chi si sente autorizzato a impartire lezioni morali.

 

E qui diventa sconcertante l’episodio che mi riguarda personalmente, ma che assume, perchè indicativo del modo d’essere di certa stampa, un manifesto interesse pubblico. Il «partito di Repubblica» guidato, nel suo piccolo a Firenze, dal capo della redazione locale Pietro Jozzelli, si è sentito leso da una critica politica che ho avanzato da queste colonne. La risposta dei «paladini» della libertà di stampa, degli angeli del focolare dell’informazione dura e pura è stata quella di citarmi per danni. Attenzione: non di querelarmi sul piano penale, ma di tirare a soldi in sede civile con la richiesta di un risarcimento che Jozzelli, al quale evidentemente non difetta la considerazione di se’, quantifica in 700mila euro.
Diceva Brecht: beato il Paese che non ha bisogno di eroi. Se poi l’eroismo è questo, c’è da star freschi.
giuseppe.mascambruno@lanazione.net










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