Firenze, 17 febbraio 2017 - Dopo l’annuncio degli “stati generali della cultura” ci saremmo aspettati l’apertura di un dibattito di approfondimento con valore istruttorio. Un primo bilancio sugli effetti dell’estensione al “turismo” del ministero dei beni culturali (da “Mibac” a “Mibact”). Ad un incontro qual è quello annunciato, non si può andare con le sole istruttorie dei vertici ministeriali sicuramente appiattite su certificazioni autarchiche.

Non mancano gli argomenti per un primo indice, a partire dai profili culturali e scientifici del personale preposto alla tutela che vorremmo nei prossimi decenni a fronte delle nuove complessità: c’è da mettere ordine nella formazione dei museologi (in considerazione dei nuovi “poli museali” e dell’evoluzione della museologia-museografia); c’è da preparare in maniera più specialistica i “valutatori del paesaggio” in rapporto alle sempre più aggressive politiche urbanistiche; c’è da riportare chiarezza nel mondo degli operatori del restauro, evitando corporativismi élitari ; c’è da superare la contraddizione fra “promozione della contemporaneità artistica” - ormai divenuta attività preponderante rispetto a quella istituzionale - e vincolo della distanza dei 50 anni del bene culturale previsto dal Codice dei BB.CC.; c’è da ricalibrare le funzioni dei “segretariati regionali” (ex Direzioni regionali); c’è da chiarire in modo unitario il comportamento delle concessioni d’uso degli spazi museali per manifestazioni e pranzi.

Ma c’è soprattutto da chiarire quale destino si voglia dare all’autonomia delle soprintendenze (Spadolini) a fronte del galoppante riaccentramento ministeriale di ogni potere decisionale. Purtroppo, negli ultimi tempi, i programmi delle soprintendenze – ricettori sensibili sul territorio – sono stati bypassati da incerti “patti” stilati direttamente con alcuni sindaci, con conseguenze inopportune e con sofferenze per la “manutenzione” dei beni monumentali demaniali. C’è, dunque, ampia materia per aprire un serio dibattito.

(*) architetto, esperto di restauro dei monumenti