Firenze, 17 febbraio 2017 - Caro direttore, mi ha colpito molto la vicenda della mamma ligure che ha chiamato la Finanza perché il figlio fumava hashish. Quando la finanza è arrivata il ragazzo si è buttato dalla finestra. Ho ammirato il coraggio di questa donna.
Luisa Gaiga

Cara signora Gaiga, la madre di Lavagna è stata molto coraggiosa, e in qualche modo tutti noi dobbiamo esserle grati. Non è facile affrontare situazioni difficili come un figlio che si droga, e non è facile prendere le decisioni giuste. La tentazione di «fare sconti» è forte, e spesso scatta un istinto protettivo che alla lunga si rivela dannoso. Serve invece avere la determinazione di andare fino in fondo e di affermare con fermezza che ci sono cose che non si possono o non si debbono fare. Purtroppo siamo schiavi del politicamente corretto, per cui i figli vanno prima di tutto gratificati e rassicurati. Qui poi si affaccia anche il tema degli stupefacenti, ci scontriamo con un altro mito della società di oggi, quello che droga «buona» è quella leggera. La realtà è che la droga buona non esiste, e occorre combatterla con la stessa ferocia di quella che riteniamo «cattiva».