Arezzo, 5 febbraio 2018 - «Lo ripeto per l’ennesima volta, farò fronte alle scadenze dei pagamenti del 16 febbraio. Francamente comincia un pò a darmi fastidio che tutti ossessivamente mi chiedano questa cosa. Io sarò anche un pò matto ad essermi preso questa pesante responsabilità, ma sono una persona affidabile e seria, credo di meritare un pò di fiducia e invece c’è solo diffidenza nei miei confronti».

Comincia così il presidente dell’Arezzo, Marco Matteoni, che però aggiunge: «Dopo il 16 febbraio vedrò quello che succede, perché andare avanti senza aiuti è molto dura e ricordo che mi è stato chiesto di mandar via il direttore generale Zavaglia e il direttore generale Di Iorio come condizione perché alcuni imprenditori mi aiutassero. Io ho fatto quello che loro chiedevano, ma finora non ho avuto risposte».

Continua Matteoni: «Non è facile investire tanti soldi da soli, considerando inoltre che ho trovato una situazione delicata anche a livello economico quando ho preso l’Arezzo».

Ma c’è il rischio che lasci?
«Devo valutare tante situazioni, capisco certe preoccupazioni dopo che l’Arezzo in passato è già fallito tre volte e io voglio far di tutto perché non accada una quarta, ma ripeto che è necessario qualche aiuto, è la condizione per proseguire il cammino».

Poi il presidente elogia tecnico, squadra e pubblico: «Pavanel è un ottimo allenatore che stalavorando benissimo, i ragazzi danno l’anima e per quello che stanno esprimendo meriterebbero una classifica migliore ma sono convinto che la salvezza verrà raggiunta. E i tifosi, soprattutto quelli della curva, ci stanno sostenendo».

E per finire?
«Ho commesso degli errori, ma se non lo avessi preso io, l’Arezzo a quest’ora dove sarebbe? Non esisterebbe più. Chiedo, come ho detto prima, un pò di fiducia, che credo di meritare e aiuti che mi erano stati promessi».

In sostanza non c’è mai un attimo di pace in una stagione tormentata. Ha ragione Pavanel, l’Arezzo avrà compiuto un’impresa se si salverà considerate i gravi problemi societari e pesanti penalizzazioni. Ma dovrà salvarsi anche la società, altrimenti tutto diventerà inutile.