Arezzo, 28 dicembre 2017 - Si gioca o non si gioca? Domanda che stavolta non riguarda lo sciopero che i calciatori dell’Arezzo potrebbero mettere in atto sabato prossimo in occasione della partita casalinga contro la Giana Erminio. In questo caso infatti, i giocatori non c’entrano, c’entrano invece ragioni di sicurezza legate alle difficoltà finanziarie della società amaranto.

Procediamo con ordine, partendo dalla riunione di ieri mattina in prefettura da parte del «Cos», acronimo che sta per comitato operativo sicurezza. In esame c’era appunto la situazione relativa alla gara in programma sabato al comunale dal punto vista del servizio di sicurezza garantito dagli steward all’interno dello stadio. Presenti all’incontro anche i rappresentanti dell’agenzia che organizza il servizio e che ha sempre pagato regolarmente gli steward impiegati, come ci conferma uno di essi da noi interpellato telefonicamente.

A non riscuotere è invece l’agenzia stessa da parte dell’Arezzo calcio: l’arretrato sarebbe cospicuo e tale da poter spingere l’agenzia a non organizzare tra due giorni il servizio indispensabile a garantire il corretto svolgimento della partita. Ma in serata la svolta. Marco Matteoni avrebbe infatti inviato un bonifico per sanare la situazione almeno in parte, attuando una delle ipotesi fino a ieri in campo, quella più ottimistica: ovvero saldare le spettanze, quanto non è dato sapere.

Altre due erano le strade, entrambe di grave impatto, balenate in giornata: il prefetto autorizza comunque la gara anche senza la presenza degli steward ma a porte chiuse per consentire il proseguimento del campionato; il prefetto non autorizza il match.

Rimaneva sinceramente difficile pensare a una partita di campionato che non viene disputata per la mancanza degli steward, ma la sola ipotesi ha dimostrato una volta di più le attuali difficoltà nelle quali si sta dibattendo l’Arezzo calcio. A un accordo credeva anche il sindaco Alessandro Ghinelli: «Penso e e spero che alla fine verrà trovata una quadra, mi sembrerebbe incredibile che così non fosse».

E stando alle notizie filtrate da Roma, ha avuto ragione anche se tutto ciò non sposta il problema finale: la corsa contro il tempo per salvare il salvabile e arrivare in modo onorevole alla conclusione del campionato.