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La marcia indietro del patron: paga fino alle 19 poi liquida tutto

Comunicato in serata ma c’era l’sms ai giocatori concordato fra Ceravolo e Giorgetti. Intanto si fa sotto Di Stanislao: affare vicino

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Arezzo, il direttore generale Ceravolo (Tavanti)
Arezzo, il direttore generale Ceravolo (Tavanti)

Arezzo,. 3 luglio 2010 - Un’altra giornata in cui è vero tutto e il contrario di tutto. Seguire le vicende dell’Arezzo è come galleggiare in mezzo a un’opera di Beckett: c’è un deliberato abbandono di un costrutto razionale e una casuale successione di eventi, legati fra loro da un’effimera traccia, uno stato d’animo o un’emozione che un minuto dopo passa e non torna più. Partiamo dalla fine, allora, per non tradire le regole-base del teatro dell’assurdo: sono le 19.13 quando sul sito ufficiale dell’Arezzo appare un comunicato che non lascerebbe dubbi sul futuro. «Come è stato comunicato il 16 giugno, la proprietà dell’Arezzo ha deciso di cessare la propria attività nell’ambito calcistico. Con ciò si vuole smentire qualsiasi notizia in merito alla presunta volontà, da parte di questa società, di proseguire la propria attività nel mondo del calcio. La società verrà posta in liquidazione salvo che intervengano soggetti intenzionati a proseguire la tradizione del calcio aretino. Le scelte di questa società sono maturare anche a seguito del mancato sostegno da parte delle istituzioni finanziarie economiche che non hanno dimostrato nessun interesse per le sorti di questa maglia. Chiediamo cortesemente alla stampa di non farsi influenzare da notizie non verificate e di attenersi ai comunicati di questa società senza accanirsi con chi ha, nel bene o nel male sostenuto questa squadra».

Un de profundis, con tanto di ringraziamento finale ai tifosi, a Fanfani e al Monte dei Paschi e attacco alla stampa, se non fosse che Mancini non smentisce minimamente di aver ottenuto giovedì la fideiussione da 400 mila euro necessaria per l’iscrizione all’ex C1 e per tramite dell’avvocato Giorgetti invitato i giocatori a presentarsi in sede per «effettuare il pagamento delle competenze maturate» e poi firmare le liberatorie. Quindi due segnali di continuità. Un de profundis se non fosse che, come riferisce l’imprenditore romano Paolo Di Stanislao ieri Mancini era a Roma e si è visto con il capogruppo della cordata che ha incontrato anche il sindaco Fanfani e l’assessore De Robertis. «Un incontro che giudico positivo — dice Di Stanislao, ex presidente del Lanciano prima del fallimento — abbiamo formulato la nostra offerta, nonostante che il carico debitorio sia importante: Mancini si è riservato di farmi risapere tra stasera e domattina (ieri e stamani, ndr). Noi siamo pronti a venire ad Arezzo da subito».

Un de profundis, infine, se non fosse che per tutta la giornata sia il direttore generale Ceravolo che l’avvocato Giorgetti si sono detti moderatamente fiduciosi sull’incontro che ci sarà lunedì con i giocatori. Dove però la società non si presenterà con i soldi delle spettanze ma proverà un’estremo tentativo di trattativa sui compensi, anche se i primi due hanno partorito ben pochi risultati. Quella di lunedì è l’ultima spiaggia, o i giocatori firmano oppure la Prima divisione Lega Pro si allontana.

Dove sta la verità allora? Se un giorno l’ottenimento della fideiussione e la «convocazione» via sms dei calciatori in sede fa pensare che il peggio della crisi sia alle spalle, il giorno dopo Mancini si premura di precisare che tutto quello che sta facendo è finalizzato alla liquidazione della società, salvo che arrivino imprenditori interessati a subentrare in società. Ma le trattative con Santarelli prima e con Di Stanislao poi, almeno stando alle parole del presidente, allo stato attuale non stanno in piedi. E allora prima che cali il sipario su questa vicenda qualcuno dovrà pur spiegare se tutto quello che sta succedendo è improvvisazione allo stato puro o c’è un disegno, un progetto che però noi non riusciamo a comprendere. E neppure a spiegare a chi ci legge. Beckett aspettava Godot, i tifosi amaranto aspettano chiarezza.

di FEDERICO D’ASCOLI


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