La contestata pellicola sul mondo dei celerini ritaglia uno spazio anche per la più famosa storia aretina degli ultimi anni, fino agli scontri drammatici nella notte romana seguiti alla morte di Sandri
Arezzo, 29 gennaio 2012 - "Qui è Arezzo: un tifoso della Lazio, Gabriele Sandri, è stato ucciso da un colpo di pistola sparato in autostrada da un agente di polizia". L'immagine appare sul piccolo schermo, in uno dei televisori del circolo frequentato dalla celere di Roma.
Siamo alle scene finali del film "Acab": una pellicola italiana che già divide sia i critici che il pubblico e che ricostruisce il mondo dei celerini passando da alcune delle grandi vicende italiane. E nel finale ecco il caso Spaccarotella.
Da sempre se ne parla come uno di quei fatti che prima o poi sarebbe finito sul grande schermo. E' la prima apparizione. Che parte dal fatto di cronaca e si allarga alla guerra notturna, tra i tifosi di varie squadre alleate tra loro contro la polizia. La notte delle fiamme e del fuoco nel centro di Roma. Che diventa poi il finale, aperto a tutte le soluzioni, del film.
Un passaggio che ai tifosi non è sfuggito, visto che i collegamenti tra Sandri e il film sono riapparsi negli stadi a suon di striscioni. "Eì' la realtà, non un film" dice una scritta gigante allestita sulla curva dell'Olimpico
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