Arezzo, 30 gennaio 2018 - E’ come in un gran premio di formula 1: la griglia di partenza è completa (e non c’è stato bisogno di aspettare il termine ultimo delle 20), non resta che correre. La gara più emozionante è ovviamente quella dei due collegi uninominali aretini, della Camera e del Senato (più il terzo di Montecitorio che interessa un pezzo di Valdichiana), anche se assegnano solo un terzo dei seggi.

Il motivo non c’è neppure bisogno di dirlo: dentro o fuori (e nessuno dei candidati di qui corre col paracadute del proporzionale), uno vince e gli altri perdono. Come capiterà appunto agli otto grandi contendenti che escono dalla sprint della presentazione delle liste: Marco Donati (Pd), Maurizio D’Ettore (centrodestra), Lucio Bianchi (5 Stelle) e Ivano Ferri (Liberi e Uguali) alla Camera; Riccardo Nencini (Pd), Tiziana Nisini(centrodestra),Donella Bonciani (5 stelle) e Guido Pasquetti (Leu) al Senato.

I candidati al Senato

Bene, partiamo proprio da Montecitorio. Il collegio comprende tutta la provincia con l’eccezione di cinque comuni della Valdichiana, fra i quali Cortona e Castiglion Fiorentino. Il solo deputato uscente è il democratico Donati,renziano doc, l’unico della pattuglia dei candidati usciti dal conclave della direzione provinciale che si sia salvato dal grande colpo di falce della direzione nazionale.

I due competitor più accreditati sono D’Ettore, segretario provinciale di Forza Italia, professore universitario di diritto a Firenze, e Lucio Bianchi, ex consigliere comunale che il conclave nazionale dei 5 stelle ha tirato fuori dalla manica domenica, ultimo dei candidati. Il collegioè storicamente «rosso», nel senso che ha sempre votato a sinistra nelle sue varie declinazioni, ma stavolta è tutt’altro che blindato, anzi decisamente contendibile. Con Donati a caccia di conferma e D’Ettore, in tandem col capolista al proporzionale Stefano Mugnai, che lo tallona.

Sia il Pd che il centrodestra vengono accreditati al di sopra del 30%, leggermente sotto i 5 stelle. Molti sondaggi semiclandestini degli ultimi giorni danno in lieve vantaggio i democratici, ma uno attribuito ad Alessandra Ghsisleri (che smentisce) vede davanti il centrodestra. La corsa si deciderà sul filo di lana e conterà molto anche la percentuale di Ivano Ferri (Leu): più raccoglie lui, più il Pd rischia.

Al Senato il collegio è decisamente più ampio e comprende anche Siena, tanto che lo chiamano «collegio delle banche» (da Mps ed Etruria, i due casi che fanno discutere e che peseranno anche sulla Camera). Il frontman è il viceministro Riccardo Nencini, socialista, catapultato da Roma in quota centrosinistra. Ma anche per lui, che pure può contare sui voti rossi del senese, la vittoria non è scontata.

Lo insidieranno al solito Tiziana Nisini, assessore di Palazzo Cavallo che corre per la Lega anche al proporzionale (ma non in un posto sicuro) e l’avvocato bucinese Donella Bonciani (in lizza pure al listino in buona posizione) scelta in extremis dai 5 stelle. Il ruolo di quarto incomodo tocca a Pasquetti (figlio di Ivo, storico segretario del Psdi), che per Liberi e Uguali può fare la differenza: non ha reali possibilità ma può far perdere gli altri.

Infine, con un ruolo poco più che simbolico, Potere al Popolo, la lista di ciò che resta dell’estrema sinistra. Nel collegio della Camera corre Mauro Meschini, al Senato Ernesto Screpanti. Per Casa Pound Silvia Neri alla Camera e Rita Seidita al Senato.