Arezzo, 29 novembre 2017 - Lunedì sera a Pergine Valdarno è stata indetta un 'assemblea indetta dal Comitato del No alla Fusione. Nonostante il Referendum perso per 19 voti il Comitato non si è perso d'animo e ha presentato un ricorso al Consiglio di Stato sull'esito del Referendum che ha spaccato in due il Comune. E ieri sera, in consiglio comunale, è stata presentata una mozione per chiedere di sospendere il percorso che porterà al comune unico con Laterina. Insomma, la polemica si infiamma di nuovo dopo le forti schermaglie del post voto. E sulla vicenda, questa mattina, è intervenuta la sindaca di Pergine Simona Neri.

“L’Opposizione – ha detto - ha deciso di fare questa operazione di ricorso, è un atto forte che va ovviamente rispettato, ma ci tengo a precisare che questa fusione è frutto di un percorso che vi assicuro, e lo dico con certezza, è stato molto più ampio e partecipato rispetto a quello delle altre realtà italiane che hanno portato a termine lo stesso progetto”. La Neri ha precisato che il via libera al percorso, esaminato nella Commissione 1 del Consiglio della Regione Toscana, è stato approvato all’unanimità da tutte le forze politiche. “Ho rispetto per l’opposizione di questo Consiglio e per chiunque la pensi diversamente da me – ha aggiunto - , ma sicuramente nessuno ha ritenuto che nel percorso di fusione tra Pergine Valdarno e Laterina ci fosse qualcosa di non democratico. Rimane un dato referendario e non si può pensare che questo referendum non tenga conto delle legittime aspettative anche di chi ha votato SI. Sono ormai quasi 200 i Comuni in Italia che si sono inseriti in questo percorso di riorganizzazione amministrativa – ha proseguito la sindaca di Pergine - . Un percorso che è partito a rilento ma che in Italia ormai rappresenta il futuro del riassetto istituzionale ed un punto a favore della riduzione, a lungo termine, della spesa pubblica. Un percorso dove le realtà territoriali che per prime ne comprendono il valore vengono premiate in termini di risorse e semplificazioni burocratiche”.

La Neri ha poi auspicato che le forze politiche rappresentate nel parlamentino cittadino inizino a discutere delle nuove opportunità che si presenteranno nel prossimo futuro. “Vogliamo infrastrutture che agevolino la quotidianità dei nostri spostamenti? – Si è chiesta - Vogliamo il miglioramento tecnologico e l’integrazioni delle reti pubbliche sui nostri incroci pericolosi? L’antisismica delle scuole per i nostri bambini? Un nuovo asilo pubblico? Vogliamo investire sulla formazione di personale specializzato che faciliti risposte veloci nei confronti di cittadini e imprese? Vogliamo – ha proseguito la sindaca - abbassare le nostre imposte? O potenziare il servizio di vigilanza, anche a supporto degli eventi che con grande forza di volontà le nostre associazioni stanno sostenendo con grande senso di sacrificio e lavoro di squadra, portando, come nel caso dell’ambito del ciclismo, il nome del nostro Paese ad affermarsi sull’intera Nazione? Questi, ritengo che siano, gli argomenti che da ora in avanti debbano interessare amministratori e cittadini animati da rinnovato senso civico”.

La Neri ha poi chiesto di cessare gli attacchi personali ricevuti non solo da lei stessa, ma anche dagli amministratori e da alcuni esponenti del Comitato per il Si ed è tornata sul manifesto funebre del 3 novembre scorso. “ Si è trattato – ha detto - di un episodio sgradevole. Ho troppo rispetto per la morte e per cosa rappresenta per una famiglia un manifesto mortuario. E ancora la scritta offensiva sulla carrozzeria della mia auto, credo che tutti qui convengano, si possa solo classificare come un grave episodio vandalico, che denota in colui che l’ha commesso mancanza di senso civico e maleducazione e lo qualifica per quello che è. Così come la scritta rossa apparsa su uno dei muri in pietra all’ingresso dell’abitato del centro storico del Paese di Pergine: un atto – ha aggiunto - che ha l’apparente scopo di offendermi ma che, credetemi, danneggia solo la comunità e, soprattutto, l’immagine che un intero Comune sta dando al’esterno”. E’ arrivato poi un invito al rispetto. “ Al rispetto per chi ha detto SI. Al rispetto per la decisione maggioritaria e democratica dei cittadini di queste due comunità di riformare e attivare nuove opportunità per tutti noi. Chiedo a tutti noi – ha concluso - proposte concrete per iniziare a progettare il futuro nostro e delle nuove generazioni”.