“E’ una decisione molto sofferta e molto difficile”. Albano Ricci lascia l’assessorato del comune di Cortona. Lo annuncia pubblicamente attraverso le pagine della Nazione spiegando le ragioni della sua scelta, definendo tempi e tracciando un bilancio della sua attività e del futuro che lo attende con un’analisi attenta anche alle vicine elezioni nazionali. La scelta di abbandonare i tre assessorati cortonesi alla cultura e turismo, attività produttive e agricoltura era già stata in parte manifestata con l’elezione di Ricci alla carica di segretario provinciale del Partito Democratico. Oggi la notizia si fa ufficiale.

Quando rimetterà il mandato di assessore?

Arriverò fino all’approvazione del nuovo bilancio previsto per i primi giorni di marzo. Per un senso di responsabilità verso i miei elettori mi è sembrato giusto aspettare di portare a compimento un lavoro iniziato.

Perché è giunto a questa scelta?

Lo faccio per serietà e responsabilità nei confronti di tutti, per evitare inutili attacchi politici alla mia giunta, di cui sono orgoglioso di appartenere e per evitare che si pensi che l’incarico politico da segretario provinciale possa determinare favoritismi per un territorio rispetto a un altro.

Che bilancio fa di questa sua esperienza amministrativa?

Queste deleghe le ho vissute con impegno, con passione, con tutto me stesso. Ho potuto conoscere persone che mi hanno dato tanto. Sono fiero di aver portato avanti progetti importanti. Ringrazio i miei colleghi di giunta e il sindaco, in particolare ringrazio tutti i dipendenti comunali, soprattutto quelli che hanno condiviso con me questi anni. E’ stato un viaggio bellissimo. Gli amministratori passano, i funzionari rimangono e Cortona è in buone mani.

Quale progetti le hanno dato particolari soddisfazioni?

Le due mostre internazionali con il Maec vissute una in corsa (quella con il British) e una interamente (quella con il Louvre); il passaggio della gestione del parco archeologico al comune di Cortona; l’aver portato in città grandi eventi come la Mille Miglia in programma a maggio o il Trasimeno Music Festival; l’aver fatto crescere i festival come quello di musica sacra (il concerto di Fresu del 2017 è stato uno dei momenti più toccanti della mia esperienza da assessore, il laudario reinterpretato nella Chiesa dove è stato rinvenuto); l’apertura all’arte contemporanea e agli artisti di strada; aver organizzato momenti di teatro nei negozi e nelle cantine; aver riscoperto il turismo lento legato ai cammini; la promozione della razza chianina e del vino…e l’elenco sarebbe ancora molto lungo.

C’è qualcosa che lascia incompiuto?

Abbiamo tracciato la strada per il Natale a Cortona, ma credo che questa esperienza debba crescere e debba allargarsi anche a tutto il territorio. Non sono riuscito a far decollare l’idea del festival “Mix Winter” che per varie vicissitudini si è chiuso, ma che aveva una formula che poteva avere grande efficacia. E mai dire mai.

L’esperienza da segretario provinciale del Pd è stata subito impegnativa, con la preparazioni delle imminenti elezioni. Che previsioni si sente di fare?

Saranno elezioni difficili per tutta una serie di variabili. Io sarò in prima linea.  Credo che quello che è stato fatto da questo Governo debba avere una continuazione in futuro. Penso ai grandi passi in avanti rispetto a tanti anni di immobilismo per il settore della cultura, dell’agricoltura, ma anche in tema di diritti.  Dobbiamo riuscire a portare avanti queste iniziative per il bene del Paese.

Non sono mancate, anche feroci polemiche sulle candidature. Lei che risponde?

Secondo me si è perso un’occasione e ci faremo sentire anche a livello nazionale per questo. La direzione aveva presentato una serie di nomi importanti che rappresentavano il territorio, non siamo stati debitamente ascoltati. Adesso è tempo di fare campagna elettorale. Abbiamo personalità di grande spessore come Padoan e Nencini, abbiamo l’energia e il coraggio del nostro aretino Marco Donati e su questo dobbiamo ripartire con forza.