Arezzo, 18 novemrbe 2017 - La città di Arezzo è priva di un progetto organico e lungimirante legato alla cultura. A denunciarlo sono i Popolari per Arezzo che esprimono insoddisfazione riguardo all'operato di un'amministrazione comunale che, nonostante sia quasi a metà mandato, non mostra ancora di avere le idee chiare in tema di politiche culturali. L'associazione ritiene negativo il bilancio dei primi due anni e mezzo di operato, con il Comune che ha perso svariate occasione per valorizzare i suoi grandi artisti e per sfruttarli come veicolo per attrarre nuovo turismo. L'ultima dimostrazione è arrivata dalla vicenda della mostra "Messer Giorgio, amico caro… Michelangelo Buonarroti" che, dedicata allo scambio epistolare tra i due geni del cinquecento, è stata annunciata dal sindaco a pochi giorni dall'inaugurazione e non è mai stata realizzata a causa del mancato nulla osta da parte della Soprintendenza. I Popolari per Arezzo ricordano come lo stesso primo cittadino abbia dichiarato che avrebbe curato i contatti necessari per allestire la mostra in tempi brevi ma come, a distanza di oltre un mese, non sia stata data alcuna notizia in merito. «Tra le occasioni perse dal Comune in questa metà di mandato - ricorda Massimo Soletti dei Popolari per Arezzo, - rientra anche la mancata organizzazione nel 2016 di una mostra su Piero della Francesca a seicento anni dalla nascita, un evento che sarebbe stato doveroso in chiave artistica e turistica alla luce della ricca eredità da lui lasciata in città. L'amministrazione non sembra avere un buon feeling con gli immensi artisti del nostro passato che potrebbero rendere ancora grande il presente aretino».

I Popolari per Arezzo ricordano poi come gli ultimi due anni e mezzo della cultura aretina abbiano registrato lo stop di una rassegna conosciuta come Icastica e la minaccia ai murales di piazza del Popolo perché poco consoni alla storia e al passato della città, mentre allo stesso tempo sono state promosse mostre simili dedicate comunque all'arte contemporanea in fortezza e alla galleria comunale in piazza San Francesco. Tra le difficoltà registrate nella prima metà dell'amministrazione rientrano anche quelle del Museo d'Arte Medievale e Moderna che ha lamentato una carenza di personale ed altre problematiche che ne hanno spesso limitato le ore d'apertura, diminuendone il potenziale attrattivo a discapito anche delle attività commerciali circostanti. Il rilancio di questo museo rappresenterebbe una strategia importante anche per portare turisti e movimento in una zona della città sempre più abbandonata. Gli ultimi dubbi riguardano la prossima nascita della fondazione che dovrà occuparsi della promozione della cultura e che ancora non appare chiaro di quale personale e risorse potrà contare. «Ci auguriamo - conclude Soletti, - che la realizzazione di questo ente non passi attraverso l'impoverimento degli uffici del Comune. Alla base di tutto, ribadiamo, vi è la mancanza di un vero assessore alla cultura, dal momento che la delega è stata assunta in prima persona dallo stesso sindaco».