Arezzo, 25 novembre 2017 -  Tra dichiarazioni disattese e lavori mai realizzati, i Popolari per Arezzo tracciano un bilancio negativo delle opere pubbliche attuate dall'attuale giunta nei primi due anni e mezzo di amministrazione. A metà mandato, l'associazione evidenzia come ancora manchi un progetto concreto per alcune zone cruciali della città e come il programma triennale degli interventi non fornisca risposte adeguate alle esigenze del territorio comunale. Improvvisazione e mancanza di chiare strategie sono emerse in ambiti quali l'assetto delle aree di sosta, per cui sono state fatte dichiarazioni che non hanno trovato seguito o che sono risultate prive di progettualità concreta come nel caso specifico della Cadorna. Il principale e più redditizio parcheggio aretino, secondo quanto dichiarato dal sindaco nei mesi scorsi, troverebbe nuova destinazione attraverso una ristrutturazione e una riduzione dei posti a rotazione, ma questa ipotesi ha causato molte preoccupazioni tra i commercianti del centro storico ed è suonata come una minaccia ai murales di piazza del Popolo. I Popolari per Arezzo evidenziano inoltre le scarse capacità dell'amministrazione nel portare avanti grandi progetti in aree strategiche per la città che tuttora sono in stato di abbandono come l'ex mercato ortofrutticolo o l'ex Lebole dove, tra l'altro, erano già stati proposti progetti. «Una vera e propria "gaffe" - ricorda Massimo Soletti, - ha invece riguardato il caso della scuola di Matrignano che prima fu inserita nel piano delle opere con massima priorità mentre, dopo l'approvazione di questo, sono emerse la mancanza di risorse e nuove valutazioni riguardanti vari aspetti della struttura, arrivando perfino all'ipotesi di demolirla e ricostruirla. Questo caso è giunto a soluzione in virtù della tenacia delle famiglie interessate e di una comunità intera, non certo per le capacita dei nostri amministratori».

Questo bilancio negativo è motivato anche dai mancati interventi su Saione e Pescaiola dove l'incremento dell'illuminazione e il potenziamento della video-sorveglianza sono da tempo posticipati ricevendo priorità minima nel piano delle opere pubbliche, in attesa che siano liberate le risorse del bando per la riqualificazione delle periferie. Tra le situazioni più controverse, inoltre, rientra anche la questione della rimozione dell'amianto in via Malpighi che troppo spesso è stata ridotta ad una querelle tra il Comune e Arezzo Casa senza tentare sforzi ulteriori rispetto ad un simbolico atto d'indirizzo: i Popolari per Arezzo ritengono che l'operazione di bonifica avrebbe potuto essere inserita all'interno dei progetti presentati nello stesso bando di riqualificazione delle periferie, come successo per casi simili in altri Comuni italiani. «Riteniamo insoddisfacente e lacunosa l'attività portata avanti in questa metà di mandato - aggiunge Soletti, - e crediamo che sia ancora assente un progetto urbanistico per la città del futuro: ci auguriamo nei prossimi due anni e mezzo di poter avere più progetti concreti e meno dichiarazioni».