Arezzo, 29 dicembre 2017 - L'economia del territorio aretino sta ripartendo, seppur in un contesto di luci e ombre. Questo è quanto emerso dagli incontri recentemente vissuti dalla federazione provinciale aretina del Partito Socialista Italiano che si è concentrata sull'analisi del mondo del lavoro locale per capirne le problematiche e per individuare le azioni politiche necessarie per un reale sviluppo. Tra i relatori con cui il Psi si è confrontato sono rientrate anche personalità quali il direttore della Camera di Commercio Giuseppe Salvini, il segretario generale della Cgil di Arezzo Alessandro Mugnai e la responsabile provinciale di Cna Franca Binazzi.

Il dato positivo di questo percorso è rappresentato dai dati illustrati da Salvini che evidenziano come, nella cornice di un'economia internazionale in crescita, si registrino segnali di ripresa dei grandi marchi espressione del made in Italy e delle imprese maggiormente aperte ai mercati esteri. Un motivo di fiducia è rappresentato poi dalla leggera diminuzione della disoccupazione (anche giovanile), a cui si affiancano però alcune ombre legate al fatto che le forme contrattuali siano soprattutto a tempo determinato e che si registri una scarsa occupazione dei laureati. Nel settore artigianale la domanda e l'offerta di lavoro faticano ad incontrarsi anche per la revisione degli istituti tecnici e professionali che, avvicinandosi sempre più spesso alla formazione liceale, hanno spesso perso la loro storica funzione di avviamento al lavoro. Dal turismo arrivano segnali incoraggianti anche se i margini di miglioramento rimangono ampli per una provincia che non sfrutta pienamente le sue potenzialità, mentre le amministrazioni locali mancano spesso di una visione progettuale che possa fare da leva allo sviluppo sostenibile del territorio. «Questi dati - commenta il segretario provinciale del Psi Antonio Segreti, - rappresentano un'utile base per capire su quali ambiti la politica dovrebbe lavorare. Nei prossimi mesi continueremo ad approfondire questa ed altre tematiche centrali per il futuro della società e dell'economia aretina».