Arezzo, 27 ottobre 2017- QUI CI TORNA di sicuro, ma non il 4 novembre. Slitta alla fine dello stesso mese la data dell’arrivo del treno di Matteo Renzi, comunque a breve distanza dal suo ultimo tour in città. Era arrivato a inizio settembre, per un incontro politico e insieme per la presentazione del suo libro alla Casa dell’Energia. Poi il flash sul ritorno a stretto giro di posta: il 4 , si era detto. Ma senza l’assoluta certezza, come La Nazione aveva da subito rimarcato.

Nemmeno la nuova data è stata fissata con precisione, fonti interne al Pd la indicano in un periodo compreso tra il 24 e il 30 novembre e molto dipendeerà dallle necessità della logistica. In ogni caso Renzi arriva a cavallo di «Destinazione Italia», il treno sul quale ha deciso di lanciare una lunga campagna elettorale verso le politiche del 2018. Partito dalla stazione Tiburtina di Roma, ha già messo in cantiere alcune tappe di una mappa che alla fine dovrebbe portarlo in almeno cento città italiane. E Arezzo sarà della partita.

Ad aspettarlo i città, i vertici del Pd, a cominciare dall’ormai certo nuovo segretario provinciale Albano Ricci, candidato unico al congresso. Non è ovviamente definito neppure il giro che ha in mente di fare il segretario dem, non si esclude ad esempio che nella città del Calcit e del volontariato, Renzi intenda affacciarsi anche su questa realtà, avendo annunciato alla partenza di voler incrociare in questo suo viaggio un po’ il meglio delle città italiane. Vedremo.

DI CERTO le sue tappe aretine cominciano ad essere tante. Fin da quando era semplice sindaco di Firenze (in tanti lo ricorderanno nel piazzale della Verna battuto dal vento in attesa del Papa che poi non sarebbe riuscito ad atterrare) e poi candidato alla segreteria. Incontri alla Borsa Merci, incontri al Palaffari. Fino a quello di inizio settembre, tra l’altro preceduto da un’intervista che il leader politico aveva dato a «La Nazione Arezzo». Torna a calarsi in una provincia più volte confermatasi tra le più renziane d’Italia, almeno sul filo delle primarie e fino addirittura all’esito del famoso referendum di dicembre, pur perso su scala nazionale. Ora è chiamato a giocarsi il tutto per tutto ed eccolo di ritorno.