Arezzo, 28 gennaio 2018 - COSIMO FERRI piazza il colpo di reni sul filo di lana. Sarà il sottosegretario alla giustizia e non la deputata uscente veronese Alessia Rotta, già membra della segreteria di Renzi, il capolista del Pd al proporzionale della Camera nella circoscrizione Arezzo-Siena-Grosseto. Era già tutto scritto nelle tabelle votate dalla direzione nazionale nella notte della rottura fra maggioranza renziana e minoranza di Orlando ed Emiliano, ma per un giorno in pochi se ne sono accorti. Perchè nella prima bozza, quella poi andata ai giornali, il posto era appunto della Rotta, salvo rettifica quando finalmente sono uscite le candidature ufficiali, peraltro ancora passibili di teorica modifica (ma non dovrebbe succedere) fino alle otto di stasera, quando la partita sarà finalmente e definitivamente chiusa con la consegna delle liste.

E mentre in casa Pd c’è maretta (area dem aretina, cioè la componente orlandiana, contesta senza troppe remore), anche il centrodestra è giunto alla soluzione del cruciverba elettorale, le liste adesso sono ufficiali con Stefano Mugnai, valdarnese segretario regionale di Forza Italia, che spunterà un posto blindato alla Camera, mentre Maurizio D’Ettore, il segretario provinciale degli azzurri, la gloria, e la medaglietta da parlamentare, dovrà andarsela a cercare nello scontro frontale contro Marco Donati, deputato uscente democrat e renziano doc, che animerà la contesa per il collegio uninominale di Arezzo, destinazione Montecitorio.

Donati è l’unico sopravvissuto della pattuglia Pd uscita dalla direzione provinciale. Gli altri petali non sono stati neppure presi in considerazione nella composizione delle liste, il che ha riaperto la bagarre interna. Ma anche per il deputato a caccia di conferma non sarà facile. Quello di Arezzo non è un collegio blindato che garantisce l’elezione sicura. I sondaggi, semiclandestini, prodotti finora danno il Pd in vantaggio lieve ma non irrecuperabile per un centrodestra che voglia giocarsi le sue carte fino in fondo. Anzi, c’è persino una ricerca demoscopica, attribuita a Euromedia di Alessandra Ghisleri che però smentisce, secondo la quale l’alleanza Forza Italia-Lega-Fdi sarebbe leggermente avanti, più o meno un punto.

ANCHE AL senato la corsa di Riccardo Nencini, il viceministro socialista catapultato da Roma quale alleato del Pd, non sarà un letto di rose, pur se se un margine di sicurezza c’è. Sempre a sinistra, i due nomi di Liberi e Uguali sono Ivano Ferri all’uninominale Camera e Roberto Speranza, capolista al proporzionale. Il centrodestra al Senato schiererà Tiziana Nisini, assessore a Palazzo Cavallo, che sarà in lizza anche per la Lega al proporzionale (terzo o quarto posto).

Ma la vera punta di diamante dello schieramento sarà Mugnai, candidato al plurinominale sia ad Arezzo che a Firenze, accreditato di un ruolo di traino pure per D’Ettore all’uninominale. Fratelli d’Italia, insieme al nome di bandiera Giovanna Carlettini, consigliere comunale, lancia in campo a Firenze 1, proprio contro Renzi, Letizia Giorgianni, paladina degli azzerati di Banca Etruria, che avrà un posto pure nel plurinominale, dove il vero papabile è Giovanni Donzelli.

Dalle parti dei 5 Stelle, infine, l’unico nome certo (anche della rielezione) è quello della deputata uscente cortonese Chiara Gagnarli, capolista del listino per Montecitorio. Qualche speranza anche per l’avvocato bucinese Donella Bonciani, seconda al plurinominale del senato, dietro il comandante De Falco.

Sciolto invece il mistero per i candidati nei collegi uninominali aretini. Sarà Lucio Bianchi, ex consigliere comunale e coordinatore ventottenne del servizio studenti per l'Universita' dell'Oklahomanel collegio della Camera di Arezzo. Mentre sarà la stessa Donella Bonciani a guidare il collegio uninominale del Senato.