Arezzo, 2 febbraio 2018 - “Solidarietà ai lavoratori della Del Tongo, la più grande industria di cucine dell’aretino, dichiarata fallita dal tribunale di Arezzo con una sentenza.  Si tratta di un altro duro colpo per l’economia,  non solo di questo territorio ma di tutta Italia”.


Così Riccardo Nencini, viceministro alle infrastrutture,  promotore della Lista “Insieme”, candidato nel collegio uninominale del Senato di Arezzo e Siena per il centrosinistra, a margine di un incontro elettorale a Firenze.“I sindacati stanno valutando le linee da intraprendere per la vertenza. I lavoratori, ben 60, al momento risultano sospesi. Tra le ipotesi vagliate, quella dell'esercizio provvisorio. Sono disponibile a incontrare quanto prima i lavoratori e i sindacati per portare io stesso le loro istanze al Mise".

Stamani anche il deputato uscente del Pd aretino Marco Donati si è recato all’assemblea della Del Tongo per ascoltare le parole dei lavoratori e dei rappresentanti sindacali. L’incontro si è tenuto a Badia al Pino nella sala consiliare del Comune di Civitella. A margine dell’assemblea, su richiesta di dipendenti e sindacati, Donati ha aperto un dialogo con il Ministero del Lavoro per salvaguardare le prerogative dei lavoratori al fine di chiarire e assicurare la continuità del reddito visti i precedenti accordi per il regime di solidarietà.

Anche Felice Maurizio D’Ettore interviene sul fallimento Del Tongo. Impossibilitato a prender parte direttamente all’incontro di stamani coi lavoratori, il candidato all’uninominale della Camera dei Deputati per il collegio 7, quello di Arezzo, in rappresentanza della coalizione di centrodestra composta da Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia e Noi per l’Italia non vuol far mancare la sua vicinanza ai dipendenti, alle loro famiglie ma anche a tutta la filiera produttiva di cui la Del Tongo è storicamente stata il perno.

«Questo fallimento – afferma – rappresenta una ferita profonda all’identità produttiva del territorio. E’ un lutto economico e occupazionale per tutta la nostra provincia che nella Del Tongo aveva un punto di riferimento che va ben oltre l’azienda in sé per sé, dal momento che Del Tongo rappresenta un marchio storico dell’alta qualità nel saper fare che rende la Toscana, e in questo caso Arezzo, riconoscibile in Italia e nel mondo. Non mancheremo – prosegue D’Ettore – di incontrare i lavoratori e capire se ci sono ancora spiragli e vie da percorrere».

«Quel che è certo – conclude – è che con noi al governo andrà individuato maggior margine di manovra, nella risoluzione delle crisi d’impresa, per il governo centrale rispetto anche ai vincoli imposti dall’Unione europea, soprattutto quando le vertenze riguardano aziende storiche, depositarie di spicchi di identità non solo economico-produttiva dei territori e per di più con commesse ancora da evadere, dunque non certo imprese decotte. Anche la disciplina interna in materia deve essere assoggettata ad ulteriori correttivi che consentano una maggiore flessibilità anche ai fini di una gestione straordinaria delle crisi d’impresa per garantire da un lato la continuità aziendale e dall’altro la tenuta dei livelli occupazionali, in considerazione delle eventuali criticità di area nei singoli distretti produttivi».