Arezzo, 20 aprile 2017 - Più si avvicina la grande fiera dell’oro e più il mercato dà segni di risveglio. Le buone notizie arrivano, a sorpresa, da Dubai: si sta profilando un’inversione di tendenza in quest’area che negli ultimi mesi aveva dato segni di cedimento. Un paio di settimane fa si era parlato di una sorta di mini-trasloco dagli Emirati verso gli Stati Uniti e altri mercati emergenti. Ora diventa possibile l’avanzata su entrambi i fronti.

Commenta Andrea Boldi, presidente di Arezzo Fiere e imprenditore orafo: «C’è un risveglio, i nostri principali clienti sono tornati a fare ordinativi, anche se al momento non sarebbe realistico ripetere i volumi di due o tre anni fa».

«Se l’interesse di Dubai verrà confermato, come crediamo, dai padiglioni del palaffari potranno venire fuori notevoli prospettive». I segnali migliori arrivano da Tunisia, Marocco ed Egitto, serviti dai grandi intermediari di Dubai. In fiera avranno spazio Paesi finora estranei ai circuiti classici, vedi Iraq, Israele, Congo, Angola, Corea del Sud oppure, rimanendo in Europa, la Croazia. Il pericolo maggiore pare invece giungere dalla Turchia, concorrente importante soprattutto nel mercato statunitense.

L’attenzione è sempre puntata sul fixing: il metallo nelle ultime settimane si è leggermente ma in modo costante apprezzato e il movimento viene visto con favore dal comparto: significa che l’oro sta tornando a essere un bene rifugio.